il programma
5. Citando Donatoni stesso: “La civetteria è assente dalla metafora mortuaria con la quale intendo indivi-
duare la nascita di un modo di essere radicalmente mutato nei confronti del materiale musicale. Da questo
momento la mia esistenza intera è strettamente connessa ai metodi di indagine musicale, li corregge e ne
viene corretta. La materia sonora, alterità sopraffatta nei secoli dall’io-artista-creatore-sacrificatore che in
essa materia celebrava la propria identità, si pone come correlativo di sé – copia o gemello, insomma pro-
iezione – perché l’artigiano ne riconosce l’alterità non sopraffatta e non sopraffatrice, e nella separazione
da essa esercita l’acusticità perduta.” (Vedi Franco Donatoni,
Questo
, Adelphi, Milano 1970, p. 16).
6. “La mia opera”, spiega Giampaolo Coral, “si suddivide in due periodi: il primo, romantico, in cui la
dedizione alla Scuola di Vienna era totale (espressionismo di Schoenberg e surrealismo di Berg), è caratte-
rizzato dall’emanazione della mia “Soggettività”, intesa come massima e naturale liberazione (nell’opera)
dell’emozionalità derivata, nel Soggetto, dall’influsso della realtà, del suo “essere” nel mondo […]. Il
secondo periodo (che parte dalla
Seconda sonata
per pianoforte del 1979) è caratterizzato dall’essenzia-
lità del linguaggio logoclonico […] nasce dalla ricerca (forse vana) di capire il meccanismo originario,
inconscio, dell’Atto compositivo. È l’emanazione della massima Oggettività nella produzione dell’Opera,
quindi massimo controllo di quell’oscuro impulso. Il Soggetto (che non può comunque autoescludersi)
deve essere ridotto a dimensione minima…” (Vedi Renzo Cresti,
L’arte innocente. Le vie eccentriche
della musica contemporanea italiana
, Rugginenti, Milano 2004, p. 132).
La musica di Giampaolo Coral sarà
presente non solo al concerto inaugurale,
ma anche al concerto del 30 novembre,
interamente dedicato alla sua creatività
musicale. L’occasione è propizia per
ringraziare il Museo Revoltella, che
ospita il festival da molti anni, con un
omaggio esclusivo. Poiché diversi brani
per pianoforte di Giampaolo Coral sono
nati dalle suggestioni che il compositore
ebbe osservando alcuni quadri della
pinacoteca del Museo stesso, la creazione
di un evento multimediale con brani
musicali del fondatore di Trieste Prima
ispirati dall’arte figurativa presente
nell’istituzione ospitante il festival ci è
sembrato un atto dovuto. La musica sarà
dunque accompagnata dalla proiezione
delle opere figurative; i quadri saranno
commentati da Maurizio Lorber. La
quintessenza della tematica occidentale è
rappresentata in questo caso dal quadro
Beethoven di Lionello Balestrieri, opera
che suggerì a Giampaolo Coral l’omonimo
brano presente nel Klavieralbum IV.
Oltre ai quadri di Balestrieri, Nathan e
Carmelich, il concerto presenta alcune
musiche ispirate a disegni di Kubin, artista
attratto dal mondo magico di Praga (la
sua città di Perla potrebbe essere Praga!),
trait d’union con la tematica orientale della
stagione.
…a Giampaolo Coral stesso… …al milieu musicale
contemporaneo italiano…
Il concerto inaugurale presenterà,
accanto a Tombeau, anche alcuni brani
di compositori italiani vicini a Giampaolo
Coral. Il compositore triestino nutriva
per Franco Donatoni una grande
ammirazione, soprattutto per il travaglio
esistenziale con il quale il compositore
veronese affrontava le problematiche del
comporre
5
, travaglio che Giampaolo Coral
condivideva profondamente
6
. Accanto a
Donatoni, la stessa serata presenta anche
il milanese Francesconi, compositore che
trovò in Donatoni un polo d’ispirazione
dal quale attingere per ispessire la
propria vitalità espressiva. Lo stesso
concerto propone anche il compositore
veneziano Claudio Ambrosini, musicista
eclettico, capace di crearsi un proprio
percorso poetico, spesso ammiccante
agli stilemi della tradizione. Le poetiche
citate poc’anzi inducono all’indagine su
se stessi e sulle proprie origini culturali,
tematica sì occidentale, ma, stringendo il
fuoco, anche tipicamente mitteleuropea.
Il milieu della creatività musicale italiana
non si esaurisce tra Trieste e Milano: il
panorama della musica contemporanea
italiana vede un altro polo d’attrazione
nella compositrice romana Ada Gentile.
Il concerto dell’11 dicembre prevede
l’esecuzione del suo Blue andante per
fisarmonica da concerto, brano nel quale
le alchimie compositive di Ada Gentile si
colorano di suggestioni jazzistiche.
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