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sue composizioni, spesso strutturate sui modi della tradizione armena. Secondo il critico Lou
Harrison, a proposito del Concerto per pianoforte e archi
Lousadzak
del 1944, la musica di
Hovhaness rivela la propria forza nella musicalità insita nel suono, nelle idee melodiche, essendo
l’impianto del lavoro basato su modi invariabili; in esso vi sono comunque anche interessanti
passi aleatori. Nel 1951 Hovhaness è a New York; la notorietà arriva nel 1955, quando la
Houston
Symphony
diretta da Stokowski esegue con successo la sua
Seconda sinfonia
. Dal 1959 al 1963
è in India, in Giappone e in Corea, dove può approfondire gli studi sulla musica orientale, che
confluisce copiosa nei suoi brani (ad esempio, la
Fantasia su una xilografia giapponese
op. 211,
del 1965). Dal 1970 è a Seattle, dove rimarrà fino alla morte.
Karol Szymanowski (1882-1937)
nacque a Tymoszówka, all’epoca in Polonia (oggi
Ucraina); di famiglia agiata, studiò al Conservatorio di Varsavia. Diplomatosi, alternò
l’insegnamento accademico al Conservatorio, del quale fu anche direttore tra il 1926 e il 1930,
ai viaggi e agli impegni di musicista (fu per lunghi periodi a Lipsia, Berlino e Vienna). Uomo
brillante e coltissimo, dalla grande sensibilità, fu influenzato dalla musica di Fryderyk Chopin,
Richard Strauss, Max Reger, Alexander Skrjabin, Claude Debussy e Maurice Ravel, ma anche
dalla musica etnica polacca che scoprì nelle regioni montuose nei dintorni di Zakopane. Tra le
opere più eseguite di Szymanowski si citi le sue quattro sinfonie e i due concerti per violino,
nonché le opere per pianoforte, tra cui la
Sonata n°2
op. 21, eseguita in prima esecuzione nel 1911
da Arthur Rubinstein. Rimase un compositore isolato, legato solo in parte alla scuola nazionale
polacca; seppe coniugare quest’ultima con l’impressionismo francese e l’epigonismo wagneriano,
creando uno stile coloristico e fantastico, dal gusto timbrico molto personale.