il programma
2. Secondo Petazzi, il brano può essere considerato “in una direzione nuova: in una certa misura il carattere
meditativo, di riflessiva introspezione, il rilievo determinante dell’attenzione al suono e anche la concezio-
ne formale per frammenti lo avvicinano alle opere dell’ultimo Nono”. (Cfr. le note al cd
Maurizio Pollini
Edition
, Deutsche Grammophon 471 362-2, Amburgo 1982). Nel 1985, infatti, tra gli scritti di Nono si
rileva passi come il seguente: “Io entro nello Studio di Freiburg, sempre, “senza idee”. Senza programmi.
Questo è fondamentale perché significa l’abbandono totale del logocentro, la perdita di quel principio per
cui sempre un’idea dovrebbe essere l’antecedente della musica.” (Vedi Angela Ida de Benedictis e Veniero
Rizzardi,
Luigi Nono.La nostalgia del futuro. Scritti scelti 1948-1986
, Il Saggiatore, Milano 2007, p. 246).
3. Alcune composizioni di Lachenmann, quali
Introversion I
, ad esempio, sono state eseguite, come spiega
lo stesso Lachenmann, nella forma di “versioni preparate di partiture, notate come «serbatoi di possibi-
lità». […] Vi sono però in quasi tutti i miei pezzi,” continua il compositore tedesco, “delle situazioni che
non sono strutturate, la cui struttura si manifesta dall’intensità della situazione stessa e formano una parte
del pezzo. […] Probabilmente simili momenti sono in relazione all’esperienza di John Cage, ma, diver-
samente rispetto al compositore americano, essi risultano nella mia musica come dei paradisi provvisori,
«paradisi del tempo»…” (Vedi H. Lachenmann,
Musik als existentielle Erfahrung
, Breitkopf & Härtel,
Wiesbaden 2004, pp. 208-209).
4. Come si rileva da alcune sue
lectures
, l’obiettivo della composizione “…è un’esperienza di
Scrittura
in
senso amplissimo, dove la mano che scrive o che suona, l’attenzione, la capacità visionaria di aprire spazi,
l’intelligenza di tracciare nessi e legami impensabili, la curiosità creativa che sposta i limiti noti, si fondo-
no completamente”. (Cfr.
Francoforte Ensemble Interface – tenterà
di indagare quanto la frammentarietà di
…sofferte onde serene… di Luigi Nono
debba alla “circolarità” della musica di
Takemitsu, ad esempio
2
. Oppure, se
la radicale indagine lachenmanniana
sul soffio di Dal niente possa essere in
qualche lontana, inconscia relazione con
il concetto di forma aperta, anch’essa
istanza levantina, sebbene mediata
da John Cage
3
. Nel caso di Billone, la
caratteristica sospensione temporale dei
suoi brani, se effettivamente derivata
da suggestioni orientali, si deve in ogni
caso comunque ricercare nei termini di
una mediazione altra, probabilmente
in qualche dimensione remota
dell’inconscio
4
.
Il concerto dell’11 dicembre conclude
il viaggio verso l’Oriente con uno
sguardo sulla creatività musicale slovena.
L’apparizione dell’angelo nel Monologo
di Uroš Rojko ci introdurrà nuovamente in
una dimensione contemplativa?
Trieste Prima a un momento di riflessione
sulla figura dell’intellettuale friulano che
tanto ha dato alla nostra regione, al nostro
paese, alle nostre coscienze. Eredità che
il fondatore di Trieste Prima, Giampaolo
Coral, sentiva profondamente, al punto da
dedicare al poeta di Casarsa il melologo
Tombeau, tratto da Il pianto della
scavatrice, poemetto apparso ne Le ceneri
di Gramsci nel 1957. Gli interpreti ne
saranno Stefano Bartoli, giovane promessa
del teatro triestino, e l’Ex Novo Ensemble
di Venezia, per il concerto inaugurale della
stagione. La caratteristica dominante nella
musica orientale, l’assenza di direzionalità
di cui si parlava poc’anzi, è ben lontana: la
tematica occidentale rivela, con Pasolini,
un modus operandi che si rivolge a
problematiche di cui ricerca le cause, gli
sviluppi e le possibili soluzioni.
…attraverso il
mortale
silenzio
di Pasolini
(nel segno di Giampaolo Coral)…
Il 2 novembre 1975, sul litorale romano
di Ostia, viene ritrovato il cadavere di Pier
Paolo Pasolini. Si è dell’opinione che la
ricorrenza debba spingere anche il festival
Pier Paolo Pasolini
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