TRIESTE PRIMA 2015 - page 9

il programma
1. “Il «ripiegamento» è talora solo un correttivo applicato a una situazione diventata invivibile, entropica o,
molto semplicemente, caduca. I mezzi che esso mette in campo, al contrario, contribuiscono a restituire
agli ascoltatori la possibilità di fondare il loro ascolto, di modellarlo in modo costruttivo ed attivo”. Vedi
Béatrice Ramaut-Chevassus,
Musica e postmodernità
, Ricordi, Milano 2003, p. 101.
Gabriele Petracco: non più la compostezza
di una musica contemplativa, ma
l’esplosività dei Balcani, nell’ottica di
un esuberante autore di origini serbe.
(Durante la stessa serata saranno eseguiti
anche altri autori legati al mondo delle
percussioni).
Lo sguardo verso Oriente, assaporata
l’anima slava balcanica, può seguirne la
declinazione cupa delle pianure ucraine,
sino a raggiungere Kiev, città di Jevhen
Stankovič (in programma il 13 novembre il
suo brano Maidan Fresco), e scoprire che
la tradizione dei grandi del passato (tra i
quali Šostakovič, ad esempio) da queste
parti è più che mai viva. Spesso il concetto
di musica contemporanea viene associato
all’istanza di rifondazione dell’ascolto, e
ciò vale anche per il post-moderno, in
quanto esso non è mero ripiegamento,
come ha ampiamente dimostrato
Béatrice Ramaut-Chevassus
1
: ebbene, si
è dell’avviso che una considerevole parte
della creatività musicale del nostro tempo
sia stata toccata solo marginalmente
da quest’attitudine, e l’ascolto di To the
Gods of Rhythm e Maidan Fresco potrà
farci discutere ampiamente al riguardo.
Il 13 novembre il Duo Semčuk-Zunica
estenderà la tematica levantina anche
su autori quali Szymanowski, Takemitsu
e Hovhaness. Il colorismo fantastico di
Szymanowski ci aiuterà ad approfondire il
viaggio verso l’Oriente slavo che, dopo i
Balcani e l’Ucraina, abbraccia la Polonia; il
misticismo di Hovhaness ci farà ripiegare
verso Sud, verso la tradizione musicale
armena. La tematica orientale del festival
è dominante, nel concerto del duo,
poiché vi appare anche una pietra miliare
della letteratura musicale contemporanea
del Sol Levante, Distanza di fiaba di Tōru
Takemitsu. Quest’ultimo si può infatti
considerare il pioniere della musica
d’avanguardia in Giappone. “Ascoltare
la mia musica è come passeggiare in un
giardino”, amava sentenziare Takemitsu:
intendeva sottolineare l’apparente assenza
di direzionalità nei suoi brani, che si
potrebbero ascoltare, per dirla in due
parole, semplicemente come l’apparire
di un fenomeno sonoro bello di per sé.
Si tratta forse del concetto che più ha
segnato la musica orientale, presente in
molti altri autori nipponici, non ultimo il
già citato Toshio Hosokawa.
Il fulcro attraverso il quale ruota la
tematica orientale della stagione di
quest’anno è il concerto del 20 novembre,
dedicato alla nuova musica ad Istanbul.
Il programma è di taglio storico, poiché
il Hezarfen Ensemble proporrà ben tre
generazioni di compositori turchi, dal
“padre della musica contemporanea
in Turchia”, İlhan Usmanbaş, agli artisti
già affermati, quali Nemutlu o Manav,
fino ai compositori più giovani, quali
Özatalay o Nurcan. L’estetica creativa
di quest’estrema regione europea
si presenta molto varia, tipicamente
postmoderna: talvolta è ispirata da
suggestioni del passato, come il brano
Ayrılıkçeşme (La fontana degli addii) di
Nemutlu, che nasce da echi letterari del
Sedicesimo secolo (un’ode all’acqua del
poeta turco-persiano Fuzûlî), incrociate
con eredità musicali contemporanee;
talvolta è plasmata da numerosi materiali
storicamente eterogenei, sì da perseguire
esiti simili al collage, come accade in
Tracing, di Kamran Ince. Il concerto del
Hezarfen Ensemble è il concerto in cui
Trieste Prima terrà a battesimo ben tre
prime esecuzioni.
Possono compositori occidentali
quali Nono, Lachenmann o Billone
aver assimilato attitudini compositive
orientali? Il concerto del 4 dicembre
– ad esibirsi il giovane gruppo di
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