TRIESTE PRIMA 2015 - page 8

il programma
…dalla
morte dei fiori
di Toshio Hosokawa…
Si è chiesto ad un importante compositore
svizzero, Jean-Luc Darbellay, di
introdurre una delle due tematiche che
l’associazione Chromas ha scelto per
il festival Trieste Prima di quest’anno,
l’Oriente. Constatata l’influenza che il
pensiero musicale orientale ha avuto
su un paese dell’Europa centrale quale
la Svizzera, ci si potrebbe interrogare
quindi se esso abbia toccato anche
altre regioni europee, ed abbia dunque
influenzato, ad esempio, compositori
italiani o tedeschi. Dalla presentazione
che segue, infatti, si sarà indotti al quesito
se anche Luigi Nono o Pierluigi Billone (o
Lachenmann, addirittura) siano stati ispirati
da alcuni atteggiamenti compositivi cari ai
compositori del Sol Levante.
La stagione Trieste Prima 2015 si
preannuncia ricca di nuove suggestioni.
Il prologo primaverile ha già richiamato
l’attenzione sulla realtà culturale che il
festival rappresenta per la città. Anche
la collaborazione con il Premio Trio di
Trieste ha rinnovato, il 5 e 6 settembre,
l’attenzione di un vasto pubblico verso
la creatività musicale del nostro tempo.
Durante lo svolgimento del concorso,
infatti, c’è stata l’esecuzione dei pezzi
che hanno vinto il Premio Internazionale
di Composizione Coral Award 2014,
organizzato dall’associazione Chamber
Music in sinergia con l’associazione
Chromas, per ricordare la figura del
fondatore del festival Trieste Prima,
Giampaolo Coral, prematuramente
scomparso nel 2011.
Quest’anno si è giunti alla ventinovesima
edizione del festival, traguardo
invidiabile, che poche stagioni di musica
contemporanea italiane possono
vantare. Si può esserne orgogliosi, nella
consapevolezza che anche a Trieste si sia
aperta una nuova prospettiva d’ascolto,
a tutti gli effetti un vero e proprio spazio
uditivo volto alla musica d’arte del nostro
tempo. Prospettiva che il compianto
fondatore del festival, Giampaolo
Coral, ha perseguito in anni difficili con
grande tenacia. Oggi, in un’epoca in cui
siamo circondati da sottofondi musicali
d’intrattenimento per gran parte del
quotidiano, la prospettiva si è consolidata
in quella che potremmo definire una vera
e propria ecologia dell’ascolto.
Trieste Prima, quindi, rappresenta
attualmente per la nostra città
l’opportunità di poter seguire una nutrita
serie di appuntamenti con la creatività
musicale dei nostri giorni; un’ulteriore
opportunità può rappresentare il fatto
che essa venga affrontata con la volontà
di avvicinare l’ascoltatore alla poetica
che ne è all’origine, grazie alle prolusioni
che precedono i concerti. Una creatività,
ma anche una poetica, si diceva, che
il festival, inoltre, nobilita scegliendo
per la stagione i migliori esecutori
nell’ambito internazionale della musica
contemporanea.
Una delle due suggestioni dominanti,
come traspare dal titolo della stagione
stessa, tra Oriente ed Occidente, è la
creatività musicale dei paesi orientali.
Un Oriente che sarà presente in ogni
concerto, che inizia (forse) già dalla
vicina Slovenia e che termina con le isole
nipponiche. È proprio dal Giappone che
inizia il viaggio di Trieste Prima 2015, il
30 ottobre, quando si avrà l’opportunità
di immergersi nel mondo sonoro di
Toshio Hosokawa, uno dei compositori
giapponesi contemporanei più importanti.
Il suo Stunden-Blumen, che sarà eseguito
dall’Ex Novo Ensemble di Venezia, è una
riflessione sulla caducità della bellezza:
l’ikebana, arte floreale giapponese, crea
delle meravigliose composizioni di fiori,
recisi poco prima della fioritura. Chi sa
contemplare il loro schiudersi non avrà
difficoltà a seguire il brano che Hosokawa
scrive osservando quest’elegia della
natura, rivivendola nella magia della
propria arte, volta a creare continue
fluttuazioni tra suono e silenzio.
Ben diversa è la vitalità di Nebojša
Jovan Živkovič e del suo To the Gods of
Rhythm, in programma il 6 novembre
nell’esecuzione del giovane percussionista
6
1,2,3,4,5,6,7 9,10,11,12,13,14,15,16,17,18,...32
Powered by FlippingBook