TRIESTE PRIMA 2015 - page 6

il programma
dall ’Or iente all ’Occidente
, ovvero…
Nel nostro continente, l’asse Nord-
Sud ha giocato sempre un ruolo molto
importante, in entrambe le direzioni. Il
canto gregoriano, le cui radici devono
essere ricercate nell’area orientale,
ha mediato dall’Italia importanti
impulsi a tutta l’Europa; il contributo
alla notazione di Guido D’Arezzo
è, in questo caso, essenziale. Bach
ha trasposto i concerti di Vivaldi su
strumenti a tastiera; nella trascrizione il
maestro tedesco ha scoperto elementi
rilevanti, come gli arpeggi a velocità
vertiginose, che assunsero, nella sua
produzione seguente, un’importanza
di grande rilievo. Viceversa, molti
compositori d’oltralpe portarono
la propria musica in Italia. Il vivace
scambio culturale che percorreva
continuamente i passi alpini ha portato
ai più grandi capolavori della storia
della musica.
L’asse Est-Ovest non sembra
sia così centrale nel processo di
reciproco arricchimento musicale.
Ma, curiosamente, molti compositori
provenienti da regioni orientali
e occidentali hanno segnato
profondamente la musica in Svizzera,
un’area da sempre ritenuta come
punto d’incontro geografico e culturale
di molte correnti presenti in Europa.
Molti compositori svizzeri della vecchia
generazione hanno incluso nel proprio
linguaggio musicale elementi orientali
appresi frequentando le lezioni di
Sandor Veress. Veress studiò con
Bartók e Kodály; con Veress, invece,
studiarono, a loro volta, Ligeti e Kurtág.
Quest’ultimi lavorarono a Basilea negli
anni Sessanta insieme a Pierre Boulez,
che ebbe qui, grazie al mecenate Paul
Sacher, in via del tutto eccezionale,
una classe di composizione; di solito
Boulez insegnava direzione d’orchestra.
Jean-Luc Darbellay
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