TRIESTE PRIMA 2016 - page 22-23

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i concerti e gli interpreti
Venerdì 11 novembre 2016 - ore 18
Auditorium del Museo Revoltella, via Diaz 27, Trieste
Quartetto Prometeo (Firenze, Italia)
Aldo Campagnari
, violino I
Jacopo Bigi
, violino II
Massimo Piva
, viola
Francesco Dillon
, violoncello
Alessandro Solbiati –
Terzo quartetto
(versione 2016)*
György Ligeti –
Quartetto n°2
*prima esecuzione
Quartetto Prometeo
Vincitore della 50° edizione del Prague Spring International Music Competition nel 1998,
nel 1999 ha ricevuto il premio Thomas Infeld dalla Internationale Sommer Akademie Prag-
Wien-Budapest per le “straordinarie capacità interpretative di una composizione del repertorio
cameristico per archi”. Nel 2000 è stato insignito del Premio Speciale Bärenreiter al Concorso
ARD di Monaco. Nel 2012 riceve il Leone d’Argento alla Biennale Musica di Venezia e
attualmente è “quartetto residente” all’Accademia Filarmonica Romana. Ospite presso importanti
istituzioni musicali, quali il Concertgebouw di Amsterdam, il Musikverein, la Wigmore
Hall, l’Accademia di Santa Cecilia di Roma o la Società del Quartetto di Milano, collabora
con musicisti quali Mario Brunello, David Geringas, Veronika Hagen, Alexander Lonquich.
Particolarmente intenso il rapporto artistico con Salvatore Sciarrino che ha dedicato al Prometeo
gli
Esercizi di tre stili
e il nuovo
Quartetto n. 8
per archi, recentemente registrato per Kairos in
un CD monografico. Prosegue la collaborazione con Ivan Fedele di cui il Prometeo nel 2011 ha
interpretato
Morolòja
commissionato dall’Accademia Filarmonica Romana. Dopo l’integrale
dei quartetti di Schumann per Amadeus, tra le ultime uscite discografiche si ricordi il CD
monografico dedicato a Hugo Wolf.
Alessandro Solbiati (1956)
ha compiuto gli studi presso il conservatorio “G. Verdi” di
Milano dove si è diplomato in pianoforte e in composizione; si è in seguito perfezionato presso
l’Accademia Chigiana di Siena sotto la guida di Franco Donatoni. Ha vinto numerosi premi in
concorsi nazionali ed internazionali, e ricevuto commissioni da istituzioni di prestigio assoluto,
quali il Teatro alla Scala di Milano, la RAI, il Teatro Comunale di Bologna, Radio France, il
Mozarteum di Salisburgo, la Fondazione Gunbelkian di Lisbona, il South Bank Center di Londra.
Sue musiche sono state eseguite in importanti festival in Italia e all’estero e registrate e trasmesse
da numerose emittenti radiofoniche in Europa e negli Stati Uniti. Pubblica per le Edizioni Suvini
Zerboni (Milano). Attualmente è docente di composizione presso il conservatorio “G. Verdi”
di Milano; ha tenuto numerosi corsi di perfezionamento (Conservatoire National Superieur de
Musique di Parigi, Centre Acanthes di Avignone). Tra le sue composizioni si citi, nell’ambito
cameristico,
By my window
per pianoforte ed ensemble (1993), e, per quanto riguarda il teatro
musicale,
Leggenda
, opera in un atto, su proprio libretto, tratto da
I fratelli Karamazov
di Fëdor
Dostoevskij, commissionata dal Teatro Regio di Torino (2011) e diretta da Gianandrea Noseda.
György Ligeti (1923-2006)
, considerato uno dei compositori più importanti del Secondo
Novecento, nacque a Dicsöszentmárton in Ungheria (oggi Romania); studiò dapprima al
conservatorio di Kolozsvár, poi a Budapest, con, tra gli altri, Farkas e Kodály, laureandosi nel
1949. Dopo qualche anno d’insegnamento nella capitale, dove scrisse seguendo vettorialità
bartokiane mal sopportando le restrizioni del regime, fuggì a Vienna; qui conobbe Stockhausen
e la musica elettronica. Lavorò poi presso il suo stesso studio, a Colonia. È il periodo che va
da
Apparitions
(1958-9) a
Lontano
(1967), fase creativa che lo portò a concentrarsi su ricerche
concernenti il timbro del suono e su quella che egli stesso definì
micropolifonia
; la sua musica
raggiunse anche il grande pubblico poiché Stanley Kubrick impiegò alcuni dei suoi brani nel
film
2001: Odissea nello spazio
. Nel 1973 György Ligeti ottenne una cattedra ad Amburgo,
che tenne fino al 1989; tra le composizioni più importanti del periodo si citi l’opera teatrale
Le
Grand Macabre
(1978); sono gli anni in cui la sua poetica affronta numerose indagini sul ritmo,
sostituendo al cromatismo spinto degli anni precedenti addirittura stilemi modali e diatonici. In
anni più recenti ebbero grande successo i suoi tre libri di
Studi
per pianoforte, registrati, solo per
citare due dei tanti pianisti che vi si cimentarono, da Pierre-Laurent Aimard e Louise Sibourd
(quest’ultima più volte ospite di
Trieste Prima
); in essi introduce, tra l’altro, suggestioni tratte
dalla geometria frattale di Mandelbrot. Muore a Vienna nel 2006.
Alessandro Solbiati
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