TRIESTE PRIMA 2016 - page 28-29

i concerti e gli interpreti
Giorgio Ziraldo (1957)
, docente di strumenti a percussione dal 1986 presso il conservatorio
“G. Tartini” di Trieste, è stato percussionista del Teatro “G.Verdi” dal 1985 al 1998. La sua
poliedrica attività, che spazia dalla musica contemporanea seria alla musica pop, lo vede
protagonista di numerose esibizioni concertistiche in prestigiosi teatri di città quali Budapest,
Lubiana, Zagabria, Vienna, Salisburgo, Roma e Venezia, con solisti di fama internazionale
(U.Ughi, S. Milenković, P. Amoyal, S. Krylov, A. Meunier, F. J. Thiolllier) e sotto la direzione di
maestri altrettanto importanti, tra cui Z.Peskó, V. Fedosejev, G. Kuhn. Ha partecipato a numerose
registrazioni e prime esecuzioni assolute (Premio Città di Trieste, Biennale Musica di Venezia).
Recentemente ha preso parte alla tournée che la Fondazione Teatro Verdi di Trieste ha effettuato
per l’inaugurazione del nuovo Teatro dell’Opera di Dubai. Ha pubblicato per la Pizzicato Verlag
Helvetia la raccolta
Sette Soli per Timpani
.
Béla Bartók (1881-1945)
, nato a Nagyszentmiklós, in Ungheria, fonda il suo peculiare
linguaggio musicale su un originale rapporto fra la tradizione colta e i canti popolari che
raccolse nel paese natale; successivamente egli spinse la sua arte verso conquiste più personali,
diventando uno dei maggiori esponenti del modernismo novecentesco, forgiando capolavori
quali l’opera
Il castello del principe Barbablu
(1918) e la pantomima in un atto
Il mandarino
meraviglioso
(1925). Studiò pianoforte con L. Erkel. L’interesse per il patrimonio musicale del
popolo magiaro, raccolto e pubblicato insieme con Kodály, inizia ad influire su gran parte della
sua musica composta intorno al 1908 (
Pezzi orchestrali
op. 12, le pagine pianistiche op. 6, 8, 9,
14), ma l’assimilazione del folclore spinge ben presto la sua arte verso conquiste più personali.
La sua produzione comprende, a parte le opere citate in precedenza, il balletto
Il principe di
legno
(1917), composizioni orchestrali, fra cui
Musica per archi, celesta e percussione
(1936), tre
concerti per pianoforte e orchestra (1926, 1931, 1945),
Concerto per violino e orchestra
(1938),
Concerto per viola e orchestra
(1945) e
Concerto per orchestra
(1943), lavori per complessi da
camera, fra cui sei
Quartetti
(1908, 1917, 1927, 1928, 1934, 1939),
Sonata per due pianoforti e
percussione
(1937), musiche vocali per solisti e per coro, numerose pagine pianistiche, tra cui i
pezzi didattici della raccolta
Mikrokosmos
(1926-37). I suoi
Scritti sulla musica popolare
sono
stati raccolti e tradotti anche in italiano (1955).
Fabián Pérez Tedesco
(vedi sopra)
Béla Bartók
Venerdì 2 dicembre 2016 - ore 18
Auditorium della Casa della Musica, via dei Capitelli 3, Trieste
In collaborazione con l’ERT e con la Casa della Musica
Trio Catch (Amburgo, Germania)
Boglárka Pecze
, clarinetto
Eva Boesch
, violoncello
Sun-Young Nam
, pianoforte
Georges Aperghis –
Trio
(1996)
Rolf Riehm –
FIORETTI within my Bosom
(2000)
Isang Yun –
Rencontre
(1986)
Beat Furrer –
AER
(1991)
Bernhard Lang –
Monadologie XXVII “Brahms-Variationen”
(2013)
Trio Catch
Il trio formato da Boglárka Pecze (clarinetto), Eva Boesch (violoncello) e Sun-Young Nam
(pianoforte) nasce dalla sinergia creatasi tra le tre musiciste, borsiste presso l’Accademia
Internazionale Ensemble Modern di Francoforte (IEMA), e prende il nome da un brano di Thomas
Adès. La compagine è attiva sia nell’ambito della musica classica di tradizione sia nell’ambito
della musica contemporanea. Il trio ha sede ad Amburgo ed ha lavorato con numerosi compositori,
tra cui Mark Andre, Georges Aperghis, Beat Furrer e Helmut Lachenmann, incidendo poi vari CD
(col legno, Kairos) ed esibendosi presso varie importanti emittenti radiofoniche internazionali. Il
trio ha vinto il premio della Fondazione Gotthard-Schierse a Berlino nel 2011, il premio Hermann
e Milena Ebel nel 2012 e il Berenberg Kulturpreis nel 2014. Si è esibito in Germania, Francia,
Inghilterra, Austria, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda, Lussemburgo e Svizzera, per festival
di prestigio, quali Ultraschall di Berlino, i Corsi di Darmstadt, i Tage für Neue Musik Zurigo
e i Wittener Tage für neue Kammermusik. Il Trio Catch ha collaborato a progetti educativi per
l’infanzia, quali il “Louder” al festival austriaco Klangspuren Schwaz.
Georges Aperghis (1945)
, compositore greco, vive a Parigi dal 1963. Nella propria
produzione considera di grande importanza la pièce
La tragique histoire du nécromancien
Hiéronimo et de son miroir
, del 1971, per due voci femminili, liuto e violoncello; da essa inizia
una serie di investigazioni tra musica e testo, tra musica e teatro. Ama implementare le tecniche
dei musicisti con gesti teatrali, attoriali, sviluppati sin dal 1976, dopo l’istituzione dell’
Atelier
Théâtre et Musique
a Parigi, poi Nanterre, giungendo a descrivere la quotidianità trasposta in una
sorta di teatro dell’assurdo. I titoli sono numerosi, tra i quali si citi
Paysage sous surveillance
(2002), da Heiner Müller. La musica strumentale risente comunque marginalmente delle
sue esperienze teatrali; tra le composizioni da camera si citi
Teeter Totter
(2008). È l’ambito
operistico che invece tenta di sintetizzare l’operato teatrale con elementi prettamente musicali,
poiché la voce è trattata entro canoni tradizionali. I testi sono solitamente tratti da classici, quali
Edgar A. Poe (
Je vous dis que je suis mort
, 1978). Caratteristica fondamentale della sua poetica
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