XX, Segovia; Royal Festival Hall, Londra; Teatro la Fenice di Venezia). Nel 1997 è stato
compositore
in residence
presso la Kammeroper di Francoforte. Ha inciso per Rivoalto (Italia) e
Capstone (New York). Ha fondato FLAME / Florence Art Music Experience ed è stato direttore
artistico dell’Estate Fiesolana (1999). Ha curato la creazione di impianti acustico-visivi per
William Kentridge e Philip Miller, Alfredo Pirri e Alvin Curran. Nel 2008 ha fondato il Festival
Firenze Suona Contemporanea, che si svolge ogni anno presso il Museo del Bargello e il Museo
del Novecento di Firenze.
Giampaolo Coral
(vedi concerto precedente)
Claudio Ambrosini (1948)
, nato a Venezia, ha studiato lingue e letterature straniere
all’Università di Milano, dove si è laureato nel 1972. Ha poi studiato musica elettronica sotto la
guida di Alvise Vidolin al Conservatorio di Venezia tra il 1972 e il 1975. In questi anni si cimenta
come artista audio video presso la Galleria del Cavallino, producendo opere video sperimentali.
Dal 1976 lavora al Centro di Sonologia Computazionale di Padova e nel 1979 fonda l’Ex
Novo Ensemble di Venezia, dedito all’esecuzione di musica contemporanea. Nel 1983 fonda
il Centro Internazionale per la Ricerca Strumentale. Nel 1985 vince il Prix de Rome e l’anno
seguente rappresenta l’Italia all’International Rostrum of Composers dell’UNESCO. Ha ricevuto
commissioni dalla RAI, dalla WDR, dal Governo francese, dal Teatro La Fenice di Venezia e da
altre istituzioni. Nel 2007, in occasione del 51° Festival Internazionale di Musica Contemporanea,
vince il Leone d’Oro. Una delle sue opere più importanti,
Il killer di parole
, vince nel 2011 il
XXX Premio Abbiati.
Corrado Rojac (1968)
, nato a Trieste, inizia a comporre con Giampaolo Coral; si diploma
al Conservatorio di Milano con Alessandro Solbiati nel 2005, anno in cui è stipendiato per
una masterclass su Tristan Murail all’Accademia di Francia in Roma. Si perfeziona con Azio
Corghi e Luca Francesconi. Numerose le esecuzioni e radiodiffusioni di sue musiche (Aspekte
Salzburg, The new music week Bucarest, Trieste Prima, Nuova Consonanza, Rondò Milano,
Unicum Ljubljana, L’art pour l’Aar Berna, World Music Days). È diplomato anche in fisarmonica,
pianoforte e violoncello. Fisarmonicista premiato in vari concorsi internazionali, ha suonato per
istituzioni prestigiose (Conservatorio per la musica contemporanea di Pechino, 2003; Harvard
University, Boston, 2011). Su invito del M° Azio Corghi, nel 2003 è
fisarmonicista in residence
per il Laboratorio di Musica Contemporanea all’Accademia Chigiana (Siena). Incide per Real
Sound (Udine) e Limen (Milano), destando l’attenzione
di numerosi critici, tra i quali Angelo Foletto. Laureatosi
in storia della musica presso l’Università di Trieste
con una tesi su
Il Metodo per armonica a mantice
di Giuseppe Greggiati pubblicata nel 2012 da Ars
Spoletium, inizia la fisarmonica alla filologia; il volume
è recensito da Quirino Principe.
Fausto Romitelli (1963 – 2004)
, nato a Gorizia,
allievo di Umberto Rotondi, si è diplomato in
composizione presso il conservatorio “G. Verdi” di
Milano, studiando successivamente all’Accademia
Chigiana di Siena e alla Civica Scuola di Musica di
Milano con Franco Donatoni. Dal 1993 al 1995 ha
collaborato presso l’IRCAM di Parigi come
compositeur
en recherche
, studiando, tra gli altri, con Gérard Grisey.
Ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Franco
Abbiati della Critica Musicale Italiana per l’opera
An
Fausto Romitelli
Index of Metals
. Si citi inoltre il ciclo
Professor Bad Trip I, II
e
III
(1998-2000), che esplora le
allucinazioni di Henri Michaux quando scriveva sotto mescalina. Nel 2014, a dieci anni dalla
scomparsa, gli viene dedicato il 23° Festival di Milano Musica. Aveva descritto la propria musica
nel modo seguente: “Al centro del mio comporre c’è l’idea di considerare il suono come una
materia in cui sprofondare per forgiarne le caratteristiche fisiche e percettive: grana, spessore,
porosità, luminosità, densità, elasticità. Quindi scultura del suono, sintesi strumentale, anamorfosi,
trasformazione della morfologia spettrale, deriva costante verso densità insostenibili, distorsione,
interferenze, anche grazie al ricorso alle tecnologie elettroacustiche. E sempre maggiore
importanza data alle sonorità di derivazione non accademica, al suono sporco e violento di
prevalente origine metallica di certa musica rock e techno”.
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