il programma
…e incrementando la ricerca
musicale con novità assolute…
Il prologo primaverile Aspettando
Trieste Prima 2016 ha già richiamato
l’attenzione sulla realtà culturale che
il festival rappresenta per la città; la
stagione Trieste Prima 2016 ora entra
nel vivo e si preannuncia ricca di
nuove suggestioni. La collaborazione
con il Premio Trio di Trieste rinnova,
il 31 ottobre, l’attenzione verso la
creatività musicale del nostro tempo,
grazie al Concorso Internazionale di
Composizione Premio Trio di Trieste
– Coral Award 2016, organizzato
dall’Associazione Chamber Music in
sinergia con l’Associazione Chromas, in
ricordo del suo fondatore Giampaolo
Coral. La serata, accanto all’esecuzione
del brano vincitore del concorso 2014,
vedrà la proclamazione dei vincitori
dell’edizione di quest’anno, alla
presenza dei componenti della giuria,
presieduta da Sandro Gorli.
Trieste Prima, si è detto, offre alla nostra
città l’opportunità di poter seguire una
nutrita serie di appuntamenti con la
creatività musicale più importante dei
nostri giorni, illustrata di volta in volta da
prolusioni introduttive. Una creatività,
ma anche una poetica, si diceva, che
il festival, inoltre, nobilita scegliendo
per la stagione i migliori esecutori
nell’ambito internazionale della musica
contemporanea.
Nell’ottica operativa citata sono
numerose anche quest’anno le prime
esecuzioni.
Tra le opere in prima esecuzione
spicca la nuova versione del Terzo
quartetto di Alessandro Solbiati, scelto
per l’indiscussa rilevanza che oggi
il compositore italiano ricopre nel
panorama internazionale del pensiero
musicale contemporaneo. La gestualità
del suo quartetto è vissuta dall’autore
con una nuova vitalità: si anticipi sin
d’ora che i vari movimenti del brano
saranno intervallati da una sorta di
intermezzi che indagano, aspetto
insolito per Solbiati, regioni percettive
al limite del silenzio. In due parole,
il gesto strumentale, privato del suo
effetto sonoro, ne uscirà amplificato,
protagonista di un ammutolimento
tragico di cui già alcuni autori (tra cui
Salvatore Sciarrino
13
è il nome per
eccellenza) hanno sperimentato le
estreme conseguenze.
…per ritornare
a Giampaolo Coral
Nell’ottica di indagare la produzione
del fondatore di Trieste Prima, la
musica di Giampaolo Coral sarà
presente al concerto inaugurale,
dedicato al Concorso Internazionale
di Composizione, ma anche agli
appuntamenti del 4 e del 18 novembre.
Al concerto del 31 ottobre si inizierà con
Nero, per violoncello e pianoforte, da
Tre colori, brano che apre il trittico scritto
nel 2010 proprio su commissione del
Premio Trio di Trieste. Accanto al brano
citato, opera dell’ultimo periodo, nella
stessa serata si ascolterà anche Solo e
con il piano, per la stessa formazione,
del 1974, composizione appartenente
a ben diversa temperie creativa. Un
altro appuntamento legato alla musica
di Coral è il 4 novembre, che vede in
programma la sua Musica per quartetto
d’archi, del 1976, per finire il 18
novembre con Ablutio vel mundificatio
mundi (omaggio al mistico tedesco
Jakob Böhme), parte centrale del trittico
Memorabilia composto nel 2002.
Scorrendo le date di composizione
delle quattro opere in programma, si
nota esse appartengano a due periodi
diversi dell’iter compositivo di Coral.
Gli anni Settanta videro il dissolvimento
della fase che egli stesso, nella
commovente autoanalisi Biografia di
Emilio Musul, definisce della nigredo,
cioè dell’inconsapevolezza, che terminò,
per dirla con le stesse sue parole,
con l’uccisione della soggettività
14
.
La fase che si apre nel 2000, periodo
della consapevolezza (albedo), infatti,
mette in luce la stessa nigredo, già
sin dai titoli, quali Nero, appunto, o
Ablutio. Si tratta di evocazioni che si
può ascrivere a procedimenti alchemici;
Coral seppe, negli ultimi anni, trovare
delle corrispondenze nascoste tra
quanto andava indagando nelle proprie
numerose letture esoteriche e quanto,
grazie ad esse, gli si era rivelato del
proprio percorso artistico, trasferendole
13. “Alla base della produzione del compositore siciliano c’è il silenzio («il suono è dentro al silenzio»,
come egli stesso afferma) e il rapporto tra questo e i suoni è all’origine della composizione musicale.
Questo concetto, è fondante per una musica che proprio sulla sfumatura, sul suono impercettibile, trae la
sua linfa vitale”, come rivela Daniele Follero (
rola-al-silenzio).
14. Nella consapevolezza della complessità delle questioni citate e di un necessario approfondimento,
impossibile in questa sede, si rinvia allo scritto suddetto: G. Coral,
Demoni e fantasmi notturni della città
di Perla. Biografia di Emilio Musul, un compositore
, Quaderni di cultura contemporanea IX, Monfalcone
2008, pp.23, 28-29, 39, 121
direttamente sul proprio operato, sul
proprio vissuto o, meglio ancora, sul
proprio Sé. Dell’ultimo periodo si ricordi
la sentenza che egli stesso proferisce,
definendola “aperta“: “La crescita deve
avvenire spontanea. Non più scrivere,
ma lasciarsi scrivere“. Fui allievo di
Giampaolo Coral per alcuni anni e
molte delle massime che di tanto in
tanto amava proferire mi rimanevano
oscure; strada facendo, alcune
divennero più familiari. Relativamente
all’ultima citazione coraliana, il nesso
per avvicinarla mi fu offerto da un altro
grande insegnante che ebbi la fortuna di
frequentare, Azio Corghi. Ad una delle
lezioni si espresse in modo simile, forse
riuscendo, con la disarmante semplicità
che gli è propria, a sciogliere l’enigma
coraliano: “Scrivere musica corrisponde a
un bisogno”.
Corrado Rojac
Azio Corghi e Corrado Rojac
Sandro Gorli, presidente della giuria
del concorso Coral Award 2016
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