Trieste PRIMA 2026

i concerti e gli interpreti 22 23 Martedì 24 novembre 2026 Sala del Ridotto del Teatro “G. Verdi”, Trieste ore 19.30 Giampaolo Coral margivagante dell’anima a cura di Ivano Cavallini ore 20 Prima e dopo l’avanguardia Maria Iaiza, pianoforte Orchestra di Padova e del Veneto Adriano Martinolli D’Arcy, direttore Anton Webern Symphonie op.21 (1928) 1883 – 1945 Franco Donatoni Sinfonia op. 63 “Anton Webern” 1927 – 2000 per orchestra da camera (1983) Giampaolo Coral Cinque pezzi per pianoforte e orchestra (1997)* 1944 – 2011 (da cinque disegni di Alfred Kubin) Corrado Rojac Coraliana II (2026)* 1968 Gian Francesco Malipiero Oriente immaginario. Tre studi per orchestra 1882 – 1973 da camera (1920) * Prima esecuzione assoluta Maria Iaiza (1998) inizia gli studi di pianoforte con Maria Puxeddu, proseguendo la sua formazione presso il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine con Giovanni Baffero, dove consegue il Diploma Accademico I con il massimo dei voti e la lode nel 2017. Frequenta il biennio di specializzazione presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste con Teresa Trevisan, ottenendo il Diploma Accademico II con lode nel 2020. Approfondisce i suoi studi di musica contemporanea nel Divertimento Ensemble con Maria Grazia Bellocchio. Inoltre, grazie al programma Erasmus, Maria Iaiza studia con Thérèse Fahy, docente presso la Royal Irish Academy of Music di Dublino, e con Antoinette Van Zabner presso l’Università di Musica e Arti Performative di Vienna. Attualmente studia Musica da Camera presso l’Università di Musica e Arti Performative di Graz con Chia Chou. Adriano Martinolli D’Arcy, direttore d’orchestra di formazione internazionale, ha studiato Composizione e Direzione di Coro presso i Conservatori di Trieste e Milano e Direzione d’Orchestra presso la Hochschule für Musik di Vienna. Alla guida di diverse formazioni come l’Orchestra Sinfonica della RAI di Milano, la Philharmonia Orchestra di Londra, la Württembergische Philharmonie, il NÖ Tonkünstler Orchester di Vienna, l’Orchestra Filarmonica di Graz, l’Orchestra Metropolitana di Lisbona, l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra Bruno Maderna, l’Orchestra del Teatro “G. Verdi” di Trieste ed altre compagini orchestrali, tiene concerti in Italia e all’estero per importanti istituzioni ed in sedi prestigiose, dirigendo oltre al repertorio tradizionale numerose prime esecuzioni assolute. Molto attivo nel campo della musica contemporanea, ha diretto gruppi come il Cantus Ensemble di Zagabria, il Grupo de música contemporânea de Lisboa e il Chromas Ensemble di cui è stato a lungo direttore stabile. Ha al suo attivo numerose incisioni discografiche per etichette di pregio come la CPO – Germania e la Gramola di Vienna. Fondata nell’ottobre 1966, nel 2026 l’Orchestra di Padova e del Veneto celebra sessant’anni di attività, affermandosi come una delle principali orchestre italiane. Dal 1983 la direzione artistica e musicale dell’Orchestra è stata affidata a Peter Maag (direttore principale, 1983-2001), Bruno Giuranna, Guido Turchi, Mario Brunello (Direttore Musicale, 2002-2003), Filippo Juvarra. Nel settembre 2015 ha assunto l’incarico di Direttore Musicale e Artistico Marco Angius. Nella sua lunga vita artistica l’Orchestra annovera collaborazioni con i nomi più insigni del concertismo internazionale tra i quali si ricordano S. Accardo, P. Anderszewski, M. Argerich, V. Ashkenazy, R. Buchbinder, R. Chailly, R. Goebel, P. Herreweghe, C. Hogwood, L. Kavakos, T. Koopman, A. Lonquich, R. Lupu, Sir N. Marriner, M. Maisky, V. Mullova, A.S. Mutter, M. Perahia, I. Perlman, S. Richter, M. Rostropovič e K. Zimerman. Anton von Webern (1883-1945) studiò Musicologia all’Università di Vienna con Guido Adler; per la Composizione fu allievo di Arnold Schönberg. Inizialmente influenzato dai romantici tedeschi, fu poi seguace fedelissimo dell’estetica schönberghiana, ma con un rigore ancor più pressante di quello del maestro. Sotto la diretta influenza di Schönberg nacquero i Lieder op. 3 (1907), poi nel 1908 la Passacaglia op. 1. La sua tecnica è stata più volte definita “pointillisme sonoro”, di una coerenza esemplare, dal caratteristico sforzo del dar vita alle impercettibili variazioni di una sensibilità fuori dal comune. Fu a contatto con i più autorevoli esponenti del movimento espressionista. La produzione di Webern è caratterizzata dalle dimensioni ridottissime di gran parte dei brani; tra essi vanno ricordati il Quartetto op. 5, i Sechs Stücke per orchestra op. 6 (1909), che appartengono tutti alla sua prima maniera; con i Quattro pezzi op. 7 per violino e pianoforte e i Tre piccoli pezzi op. 11 per violoncello e pianoforte ogni rapporto con il mondo della tonalità è distrutto, e così nelle opere successive, sia strumentali sia vocali, fino al Trio op. 20 per archi e alla Sinfonia op. 21 in programma stasera.

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