Trieste PRIMA 2026

i concerti e gli interpreti 20 21 Fabián Pérez Tedesco (1963), di Buenos Aires, vive a Trieste dal 1987. Oltre alla sua poliedrica ed intensa attività (si ricordi il ruolo di Timpanista dell’Orchestra del Teatro “G. Verdi” di Trieste e la docenza presso il Conservatorio “G. Tartini”), coltiva la passione per la composizione, sin dalla più tenera età. Compositore autodidatta ed eclettico (nelle sue opere il ruolo preponderante è affidato al ritmo e alla percussione), il suo linguaggio è una sintesi molto personale fra elementi di origini sudamericane e della tradizione europea. Vincitore di numerosi premi, tra cui il Primo Premio al Concorso di Composizione della Fundación Proscenio di Buenos Aires (1997), pubblica con Pizzicato, Rugginenti e Taukay. Numerose le incisioni (EMI, Audio Ars Studio). Il suo catalogo comprende più di cento partiture, eseguite in importanti istituzioni e stagioni concertistiche (tra cui il Festival Europeo della Musica di Bergamo, gli Encuentros Internacionales de Música Contemporánea de Buenos Aires e la Stagione dell’Orchestra Milano Classica) da interpreti prestigiosi (tra i quali Fabrizio Meloni, Mario Marzi, Louise Sibourd, Roberto Prosseda, Moens di Praga, Jünger Symphoniker Orchester München e Antidogma ensemble). Giampaolo Coral (1944-2011), diplomatosi in Pianoforte al Conservatorio di Venezia, ha collaborato con il Teatro “G. Verdi” di Trieste e con i Teatri Stabili del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, ha insegnato al Conservatorio di Trieste ed è stato direttore artistico del Concorso Internazionale di Composizione Premio Musicale Città di Trieste. Nel 1987 ha fondato l’associazione per la promozione della musica contemporanea Chromas e ha creato il festival Trieste Prima – Incontri Internazionali con la Musica Contemporanea. Il suo percorso compositivo, essenzialmente da autodidatta, è stato costellato da importanti affermazioni, quali i premi internazionali al Concorso Internazionale Premio Musicale Città di Trieste, il Prix de Composition Musicale Prince Pierre de Monaco, il Concours Européen de Composition de Leuven (Belgio), l’International Edvard Grieg Memorial Competition for Composers e molti altri. Tra le sue opere sinfoniche, ricordiamo il Requiem per Jan Palach e altri (1969) per orchestra, Tout à coup e comme par jeu (1983) per flauto e orchestra; Amras per violino ed orchestra (1992); nel repertorio lirico, Favola (1977), Mr. Hyde? (1980) e Demoni e fantasmi notturni della città di Perla (1997). Vasta la produzione di musica corale, di musiche di scena e nell’ambito della musica da camera; quest’ultima vive di una luce particolare soprattutto nelle opere vocali, ispirate da poesie di Goethe, Trakl, Hölderlin e altri. La sua musica è stata eseguita in numerosi festival internazionali da interpreti ed ensembles di chiara fama (Ensemble Intercontemporain, Klangforum Wien, Wiener Collage, ecc.). Cesare Valentini (1967), nato a Palermo, studia composizione nella sua città natale, Napoli e Firenze, per laurearsi poi presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano sotto la guida di Mario Garuti. Ha insegnato in numerosi conservatori; attualmente è docente di Armonia e Analisi al “Tartini” di Trieste. Il suo stile persegue una personale estetica d’avanguardia che trae frutto dalle esperienze della musica di Ligeti e del primo Penderecki, tesa alla ricerca di nuove sonorità, risonanze, armonici, colori. Negli ultimi lavori è anche vicino, seppur in modo assolutamente personale, alla scuola francese degli spettralisti (Grisey, Murail), e alle suggestive sonorità di R. Fabbriciani al quale ha dedicato il recente lavoro Bagliori nella notte. A partire da Rarefazioni di luce per orchestra d’archi (2007) ha sviluppato un crescente interesse per le nuove tecniche di emissione del suono degli strumenti d’orchestra e per la dimensione spaziale. La sua musica è stata eseguita in Italia, Europa e Sud America da importanti ensemble, orchestre e artisti, quali l’Orchestra da Camera Fiorentina, l’Osem Orchestra Nazionale del Messico, l’Orchestra of University of Illinois di Chicago e il Quartetto Fonè. È stato anche direttore di importanti stagioni concertistiche, tra cui Musica a Palazzo Pitti e Toscana Classica. Helena Skljarov (Zagabria, 1993) si è laureata in Musicologia presso l’Accademia di Musica dell’Università di Zagabria nel 2017, con una tesi sull’analisi della musica del Novecento; ha inoltre concluso gli studi di Composizione nel 2020 sotto la guida di Berislav Šipuš. Perfezionatasi presso il Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse di Lione con Martin Matalon, nel giugno 2020 è stata selezionata come compositrice in residenza al festival di Aix-en-Provence, dove ha partecipato a masterclass con Garth Knox e Kaija Saariaho. Nel 2021, il suo quartetto d’archi Silence è stato selezionato dall’International Society for Contemporary Music per essere eseguito ai World New Music Days in Cina. Nel 2022 ha partecipato al festival Novalis, vincendo il premio per la migliore opera di un giovane compositore con il trio Nostos. Un’importante prima esecuzione è stata quella della sua sinfonia Portrait Dore P. – per orchestra, video ed elettronica – diretta da Pascal Rophé e commissionata dall’Orchestra della Radiotelevisione Croata per commemorare il centenario della morte di Dora Pejačević. Nel 2024 è stata nominata membro del Comitato di Programmazione del Cantus Ensemble – guidato da Berislav Šipuš presso la Società dei Compositori Croati – per il triennio 2025-2027. In qualità di musicologa, ha pubblicato numerosi testi critici e analitici sulla musica contemporanea e collabora regolarmente alla stesura di recensioni di concerti e analisi di partiture.

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