Chromas - Associazione Musica Contemporanea

Un quartetto d'eccezione

Il 29 novembre l'associazione Chromas ha presentato, per il festival Trieste Prima 2018, un concerto realizzato in comune con l'associazione Chamber Music e il Conservatorio "G. Tartini". Ad esibirsi, al Conservatorio stesso, il Josef Suk Piano Quartet di Praga, gruppo d'eccezione che ci ha regalato un Martinu indimenticabile. Il suo Quartetto con pianoforte, infatti, si è rivelato di una travolgente musicalità, malgrado la "scrittura mobilissima", irta di passaggi intricati e virtuosismi d'insieme da svolgersi con preziosa precisione. Altrettanto coinvolgenti le prime esecuzioni di Quartettsatz di D'Amico, brano dal pensiero musicale "sinfonico", e Overload, di Francesco Ciurlo, pezzo dalle "lunghe accumulazioni sonore". Esecuzioni incandescenti, bis scelto dal repertorio cameristico di Antonin Dvorak.

Josef Suk Piano Quartet

 

Un flauto elettronico a Trieste Prima 2018

Il 21 novembre 2018 il festival Trieste Prima 2018 - Incontri Internazionali con la Musica Contemporanea ha presentato, al Conservatorio "Tartini", un concerto della flautista Luisa Sello, che si è avvalsa della collaborazione della Scuola di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio stesso. La presenza dell'elettronica ha elettrizzato un concerto già di per sè avvincente, in gran parte formato da musiche dedicate all'interprete. Dallo sdoppiarsi del flauto nei canoni della Canzonetta di Aldo Clementi alla vitalità della "materia musicale" in Ostinato 2 di Adriano Guarnieri, dai ritmi cangianti di Bianco II di Yoichi Sugiyama alle spire sonore dell'Esorcismo del serpente marino di Giampaolo Coral, la serata ci ha regalato emozioni sempre nuove sino al travolgente finale con la pirotecnica Buleria di Michele Tadini. Applausi calorosi.

Luisa Sello

 

L' Icarus vola

Il 16 novembre, al Museo Revoltella, il festival Trieste Prima 2018 ha presentato l'Icarus Ensemble. In programma ben sette prime esecuzioni: a Gabrio Taglietti, Corrado Rojac, Stefano Taglietti, Paolo Rotili, Luigi Abbate, Claudio Rastelli e Nicola Straffelini si è chiesto di scrivere delle composizioni che fossero ispirate dalla musica del passato. La relazione con gli stili praticati nei secoli precedenti si è rivelata ricca di sorprese: ad esempio, Gabrio Taglietti ha presentato una parodia di canti e danze medievali, mentre Paolo Rotili si è rifatto a Monteverdi velandosi di nostalgia. Tra essi, v'era anche un omaggio al fondatore del festival, a Giampaolo Coral, con l'esecuzione di Raps II. Gli Icarus sono un gruppo eccellente. Performances straordinarie.

L'Icarus Ensemble

 

Un mezzosoprano a Trieste Prima 2018

Il 10 novembre all'Auditorium del Museo Revoltella il secondo concerto di Trieste Prima 2018 ha visto l'esibizione del mezzosoprano Barbara Jernejcic Fürst. In programma le compositrici slovene Larisa Vrhunc, Urska Pompe e Brina Jez Brezavscek, ma anche la "leggenda" dei compositori sloveni, Vinko Globokar. A completare la serata Der Turm zu Babel dell'argentino-tedesco Mauricio Kagel. Vrhunc, Pompe e Jez Brezavscek, svolte nell'ordine proposto, hanno rappresentato un viaggio dal musicare un testo verso un comporre senza testo, nel fascino del suono vocale puro. La Babele di Kagel s'è espressa nel paradosso dello stesso testo biblico proposto in lingue diverse, mentre il linguaggio vicino all'improvvisazione di Globokar si è concluso con una meditazione sul senso della guerra. Interpretazioni impeccabili per la vocalist slovena, che si è prodotta anche come percussionista - il brano di Globokar, Second Thoughts, ha coinvolto l'artista in un'esibizione totale. Applausi calorosissimi.

Barbara Jernejcic Fürst

 

 

L'Ex Novo Ensemble inaugura la stagione Trieste Prima 2018

Il 3 novembre all'Auditorium del Museo Revoltella gli Ex Novo di Venezia hanno iniziato il festival Trieste Prima 2018 con un programma che ha ben rappresentato il tema di quest'anno, il futuro anteriore. Tema che desidera indagare gli aspetti prospettici del tempo, e che si è rivelato una sorta di viaggio dal Primo Novecento ai giorni nostri. Dalla Sonatine per clarinetto e pianoforte di Honegger si è giunti, attraverso opere di Martin e Vogel, alla contemporaneità di Holliger (Rechant è stato interpretato magistralmente dal clarinettista Davide Teodoro). Il concerto si è concluso con una prima italiana di Ada Gentile, Un suono lontano, brano che si è inserito nella tematica "temporale" tentando un approccio all'immanenza del presente. Un pubblico "delle grandi ocasioni" ha regalato agli interpreti applausi calorosi.

Ex Novo Ensemble

 

Incontri internazionali con la musica contemporanea

L’associazione Chromas è lieta di invitarvi alla trentaduesima edizione del festival Trieste Prima.

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Gli Slowind concludono Trieste Prima 2017

Il 6 dicembre, all'Auditorium del Museo Revoltella, si è concluso il festival Trieste Prima 2017. L'ultimo concerto è stato affidato al quintetto di fiati Slowind, che si è esibito nei Cinque studi di Niels Rosing-Schow, piccoli gioielli dal sapore intimista, in Dogodki II (Eventi II) di Lojze Lebic, brano dal piglio teatrale, e Flamen di Ivan Fedele, opera in cui l'autore riesce nella creazione di una vera e propria architettura musicale, cangiante di riverberazioni acustiche sorprendenti, grazie alla particolare distribuzione degli strumenti in sala. Il concerto è stato concluso dal temibile Quintetto di fiati op. 26 di Arnold Schönberg, esposto con la consueta freschezza d'invenzione che caratterizza gli Slowind, sicuramente uno dei quintetti di fiati più in vista del momento. Il brano di Schönberg è stato preceduto da alcuni accenni analitici a cura di Corrado Rojac, che si è anche prodotto al pianoforte esplicando il rapporto tra la serie scelta da Schönberg per la composizione del quintetto e le conseguenti scelte tematiche operate dal maestro viennese.

Il prossimo appuntamento con Trieste Prima è fissato per l'autunno 2018. Nella foto: gli Slowind

 

 

Avviso

Il concerto del quintetto di fiati Slowind si terrà il 6 dicembre all'Auditorium del Museo Revoltella (via Diaz 27, Trieste) alle 18.00.

 

Una serata speciale è in programma il 5 dicembre 2017. Presso il Museo della Comunità ebraica (via del Monte 5/7, Trieste), alle 17.30, la vicepresidente di Chromas Monika Verzár Coral presenterà, in anteprima nazionale, la proiezione di un film muto del 1926, Die Stadt ohne Juden, di Hans Karl Breslauer. Singolare satira sull'antisemitismo di quegli anni, il film è tratto dall'omonimo libro di Hugo Bettauer.

 

Il Duo Novalis con Giorgio Klauer per una serata che lascia il segno

Il primo dicembre all'Auditorium del Museo Revoltella, il Duo Novalis, formato dai pianisti Stefania Amisano e Claudio Cristani, ha affrontato un programma denso di contenuti, ad iniziare dai Giochi di György Kurtág e dal Madrigale di Aldo Clementi, due classici del Secondo Novecento, sino alle nuove suggestioni di Darken di Wei-Chieh Lin o di Souvenirs d'une aura di Bernd Richard Deutsch. Semplicemente "sinfonico" il monumentale Black Mirrors II di Gerhard Winkler, denso di riverberazioni elettroniche dovute all'immaginazione di Giorgio Klauer. Un concerto che ha lasciato il segno. Nella foto: Duo Novalis

 

Quattro sassofoni per Mario Marzi

Il 22 novembre, nella splendida cornice della Sala Tartini del Conservatorio di Trieste, il sassofonista Mario Marzi ha superato sè stesso in un concerto che ha presentato quanto di meglio sia stato prodotto negli ultimi anni in Italia per questo strumento. Il solista si è cimentato con tutta la famiglia dei sassofoni, in un programma che ha proposto, tra l'altro, Munch di Giampaolo Coral. La tematica del festival, "musica e vocalità", ha affrontato, nel caso del compositore triestino, l'istanza della sublimazione, singolare chiave di lettura del brano, nato dalla risonanza interiore che Coral provò osservando i dipinti del maestro norvegese, in primis il celebre Urlo. Alcuni degli altri brani, tra cui Improvviso statico I di Carmine Cella, sono stati affiancati dall'elettronica della Scuola di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio "Tartini", arricchendo la serata della spazialità sonora che ha definitivamente ammaliato il pubblico presente, già meravigliato dal disinvolto passare di Marzi da uno strumento all'altro. Già, poiché, dopo un inizio al sax contralto, il celebre sassofonista ha abbracciato il soprano, per poi prodursi al baritono e al tenore. Serata indimenticabile. (Nella foto: Mario Marzi)