TRIESTE PRIMA 2018

i concerti e gli interpreti 29 novembre 2018 - ore 20.30 Sala Tartini del Conservatorio “G. Tartini”, via Ghega 12, Trieste in collaborazione con l’associazione Chamber Music Josef Suk Piano Quartet (Repubblica Ceca) Radim Kresta , violino Eva Krestova , viola Vaclav Petr , violoncello Vaclav Macha , pianoforte Matteo D’Amico Quartettsatz (2019) prima esecuzione assoluta Francesco Ciurlo Overload (2016) 1° premio “Premio Trio di Trieste – Coral Award” 2016 Bohuslav Martinů Quartetto n.1 H.287 (1942) Lo Josef Suk Piano Quartet , (ex Ensemble Taras, il cui nome è stato cambiato grazie alla prestigiosa offerta della vedova del noto violinista ceco Josef Suk, scomparso nel 2011) si era costituito originariamente come Trio con pianoforte nel 2007, ottenendo il primo premio a numerosi concorsi, tra cui il J. Brahms. A partire dal 2012 la formazione si è trasformata in un Quartetto con pianoforte, ottenendo il primo premio al Salieri Zanetti di Verona nel 2012 e il primo premio al Concorso Internazionale Premio Trio di Trieste nel settembre 2013. Alla luce di queste affermazioni il Quartetto si sta esibendo in paesi quali la Slovenia, l’Italia, l’Austria, la Germania, gli USA, la Svizzera. Nel dicembre 2014 ha ricevuto il Czech Chamber Music Society Award come miglior ensemble dell’anno e nel febbraio 2016 ha vinto la London Grand Virtuoso Competition. Tra le incisioni del Quartetto si citi il cd con musiche di Fauré e Brahms per l’etichetta Limen Music and Art di Milano. L’attività concertistica vede esibizioni al Quirinale di Roma, alla Biennale di Venezia, al Bologna festival. Applauditissimo il debutto a Vienna (due concerti patrocinati dall’Iniziativa Centro Europea). Lo Josef Suk Piano Quartet risiede a Praga, dove svolge un’intensa attività concertistica. Matteo D’Amico (1955), nato a Roma, si è diplomato presso il Conservatorio di S. Cecilia in composizione e musica corale. Dal 1981 al 1983 è stato allievo di Franco Donatoni, conseguendo il diploma di merito dell’Accademia Chigiana e il diploma di perfezionamento dell’Accademia di S. Cecilia. Nel 1984 si è laureato in lettere. Ha vinto numerosi concorsi di composizione, tra cui il Valentino Bucchi (Roma) e l’MC2-Radio France (Avignone). La sua musica è eseguita da numerose compagini sinfoniche e cameristiche, tra cui le orchestre della Radio Italiana (Roma, Torino e Napoli), Olandese (Radio Chamber Orchestra e Radio Philharmonic Orchestra) e Francese (Nouvelle Orchestre Philharmonique), nell’ambito di numerose rassegne di musica contemporanea, tra cui International Gaudeamus Musikweek (‘84 e ‘86) e Nuova Consonanza (‘84 e ‘87). Il debutto in campo operistico è avvenuto al Cantiere di Montepulciano con Gli spiriti dell’aria su libretto di Mauro Conti, genere a cui si è dedicato prolificamente, giungendo, nel 2014, all’intermezzo giocoso Rosalba e il Maestro su libretto di Bruno Cagli, per il Festival OperaIncanto. Nel campo della produzione destinata all’orchestra si ricordi Rime d’amore , su poesie di T. Tasso, commissionato dall’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia e diretto da Giuseppe Sinopoli (1998), e il recente Veni veni Mephostophilis , su testi di Christopher Marlowe, commissionato dall’Accademia di Santa Cecilia e diretto da Antonio Pappano (2011). Francesco Ciurlo (1987), nato a Milano, ha studiato composizione con Giorgio Colombo Taccani e con Gabriele Manca presso il Conservatorio di Milano, dove si è diplomato nel 2017. La sua musica è eseguita, in Italia e all’estero, da importanti ensemble ed orchestre, quali Divertimento Ensemble, Schallfeld Ensemble, l’orchestra del Conservatorio di Milano. Ha ricevuto commissioni da numerose realtà musicali, tra cui il Premio Trio di Trieste e Rive- Gauche Concerti. A ottobre 2016, alla Biennale di Venezia, è andata in scena la sua prima opera, Troposfera , diretta da Matthieu Mantanus. Progetti recenti includono, tra l’altro, un pezzo per coro per il Tenso Young Composers Workshop (2017) e un pezzo per l’Université d’Altitude dell’Ensemble Multilatérale diretto da Léo Warynski (luglio 2017). È vincitore di numerosi concorsi di composizione sia nazionali che internazionali, tra cui l’Assami, il premio del Conservatorio di Milano e il primo premio del Premio Trio di Trieste - Coral Award per la categoria Quartetto. Ad aprile 2017 ha ricevuto il Premio Rancati, destinato ai migliori laureati del Conservatorio di Milano. Nel 2016 ha partecipato al corso estivo di Darmstadt. Nel 2012 ha conseguito la laurea magistrale in Psicologia con una tesi sul ruolo dell’aspettativa musicale sulla percezione psicoacustica. Bohuslav Martinů (1890 – 1959), compositore ceco, iniziò con lo studio del violino all’età di 8 anni. Nel 1913 ottenne il posto di secondo violino dell’Orchestra Filarmonica Ceca, ruolo che mantenne sino al 1923; contemporaneamente studiò con Josef Suk. Nel 1923 si trasferì a Parigi dove incontrò Igor Stravinskij, Arthur Honegger e gli altri del Gruppo dei Sei, avvicinandosi al surrealismo. Nel 1932 vinse il Premio Coolidge grazie a un sestetto per archi, il che gli permise di dedicarsi alla composizione, ma fu costretto a lasciare la Francia nel 1940 a causa degli eventi bellici. Si trasferì negli Stati Uniti; insegnò composizione all’Università di Princeton fino al 1943, ottenendo la cittadinanza americana nel 1952. La sua folta produzione comprende, tra l’altro, una decina di opere teatrali, tra cui Julietta (1938), numerosi balletti, sei sinfonie (1942-1953) oltre a numerosi pezzi vocali e strumentali con orchestra, brani per pianoforte solo e un nutrito catalogo cameristico. Nell’opera di Martinů coesistono influenze differenti, dalla musica nazionale ceca all’impressionismo francese, dal neoclassicismo al jazz; viene così a definirsi un mondo sonoro eclettico, che, malgrado una sotterranea tendenza al contrappunto, è sempre caratterizzato da una sua propria originale semplicità. Josef Suk Piano Quartet 24 25

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