TRIESTE PRIMA 2017

i compositori dalla riflessione sulla natura dicotomica della musica, da un lato come mezzo di espressione delle emozioni, dall’altro come sistema formale, con precise regole interne, fino a giungere alla consapevolezza di come “la semantica della musica risieda in gran parte nel timbro”. Il suo brano Paracelso y la rosa è emblematico, poiché vi viene attualizzato un approccio combinatorio su insiemi di 3 note, “flessibile abbastanza da poter essere piegato ad esigenze di tipo timbrico”. Questa ricerca è approdata, infine, ad un punto di equilibrio tra nota e gesto in Li Madou per orchestra, voce e live electronics, composto nel 2010 per l‘Orchestra Filarmonica delle Marche. Andrea Cera (1969) si è diplomato in pianoforte e composizione musicale presso il Conservatorio di Padova. Ha studiato musica informatica all’IRCAM di Parigi. Dal 2000, Cera ha lavorato con diversi coreografi, tra cui Hervé Robbe presso il Centre Chorégraphique du Havre, Edmond Russo, Shlomi Tuizer, Pascal Montrouge e Les Ballets de Monte Carlo. Attivo nell’ambito delle installazioni, ha operato presso il Centro Georges Pompidou; un esempio del suo lavoro è Reactive Ambient Music (2005), installazione che simula una sorta di sala d’attesa. Dal 2009 ha sviluppato strumenti di design sound, sviluppati, tra l’altro, in collaborazioni con un produttore di automobili (Renault) e un team di ricerca nella percezione e progettazione del suono (IRCAM/SPD, Suoni per il veicolo elettrico ). La musica di Andrea Cera riguarda principalmente l’ibridazione (stati d’animo normali ed estremi, umani e mostruosi) e situazioni acustiche ambigue: “L’ibrido, il monstre, il zombie, le double sont à la fois l’objet de mes pièces”, come afferma egli stesso in uno scritto ne Les presses de l’université de Montréal. Aldo Clementi (1925-2011) voce tra le più rappresentative di una straordinaria generazione di compositori italiani, di cui fecero parte Maderna, Berio, Castiglioni e Donatoni, sceglie fin dagli esordi di collocare la propria musica in un percorso originale che, partendo dalle esperienze delle avanguardie del secondo dopoguerra, si apre alle influenze dell’arte e della cultura del proprio tempo per concentrarsi nella ricerca di una dimensione atemporale, astratta, metafisica, tesa all’eternità e all’assoluto. Allievo di Sangiorgi e Petrassi, Clementi frequenta tra il 1955 e il 1962 i Ferienkurse di Darmstadt dove conosce Maderna e si avvicina alle esperienze strutturaliste postweberniane. Con Bortolotti, Evangelisti, Guaccero e Pennisi, fonda a Roma, all’inizio degli anni ‘60, l’Associazione Nuova Consonanza. Influenzata dalla pittura informale, l’opera di Clementi – rigorosa, essenziale, antidiscorsiva – assumerà come tratto distintivo il magmatico fluire di vortici contrappuntistici, pura materia sonora, colore e spazio, analogamente al dripping di Pollock e ai mobiles di Calder. Caratteristiche, queste, che permarranno anche nelle opere successive, più aperte al diatonismo, al recupero di materiali del passato e all’interesse per la verticalità armonica, spesso inseriti in strutture ripetitive e meccaniche. Le sue ultime composizioni radicalizzano tali processi, condensandoli nella forma del canone, inteso come sorta di contemplazione metafisica. Giampaolo Coral (1944 - 2011) diplomatosi in pianoforte al Conservatorio di Venezia, ha collaborato con il Teatro “Giuseppe Verdi” di Trieste e con i Teatri Stabili del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, ha insegnato al Conservatorio di Trieste ed è stato direttore artistico del concorso internazionale di composizione Premio Musicale Città di Trieste. Nel 1987 ha fondato l’associazione per la promozione della musica contemporanea Chromas e ha creato il festival Trieste Prima – Incontri Internazionali con la Musica Contemporanea. Il suo percorso compositivo, essenzialmente da autodidatta, è stato costellato da importanti affermazioni, quali i premi internazionali al Concorso Internazionale Premio Musicale Città di Trieste, il Prix de Composition Musicale Prince Pierre de Monaco, il Concours Européen de Composition de Leuven (Belgio), l’International Edvard Grieg Memorial Competition for Composers e molti altri. Tra le sue opere sinfoniche, ricordiamo il Requiem per Jan Palach e altri (1969) per orchestra, Tout à coup e comme par jeu (1983) per flauto e orchestra; Amras per violino ed orchestra (1992); nel repertorio lirico, Favola (1977), Mr. Hyde? (1980) e Demoni e fantasmi notturni della città di Perla (1997). Vasta la produzione di musica corale, di musiche di scena e nell’ambito della musica da camera; quest’ultima vive di una luce particolare soprattutto nelle opere vocali, ispirate da poesie di Goethe, Trakl, Hölderlin e altri. La sua musica è stata eseguita in numerosi festival internazionali da interpreti ed ensembles di chiara fama (Ensemble Intercontemporain, Klangforum Wien, Wiener Collage, ecc.). 38

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