Trieste Prima 2022
il programma mus ica senza conf ini 5 4 europee. Perché vi sto raccontando tutto ciò? A causa della situazione in cui si trovava la mia identità, che si è, del tutto casualmente, ritrovata in quella di un’altra persona. A volte sogno mia madre; nei miei sogni parlo con lei. Mi ha raccontato dei fatti che si sono poi avverati. I sogni sono un gran mistero. In essi ritroviamo anche ricordi di quand’eravamo giovani. E non è difficile trovare la volontà che ci incita a trasformare tali sogni in musica, che ci incita a comporli. Un sogno di quand’ero giovane. Esistono molti compositori. Mozart e Rossini, ad esempio. Mozart è scomparso il 5 dicembre del 1791. Cent’anni dopo la sua morte ha visto la luce la prima composizione impressionista: il Preludio al pomeriggio di un fauno, di Claude Debussy. Cinquantacinque giorni dopo la morte di Mozart (il 29 febbraio del 1792) nacque Gioachino Rossini, che continuò a scrivere in uno stile vicino a Mozart. Entrambi s’ispirarono a Beaumarchais – Mozart scrisse Le nozze di Figaro, Rossini Il barbiere di Siviglia, qualche anno prima fece qualcosa di simile anche Giovanni Paisiello. Tra le due opere di Mozart e Rossini trascorsero trent’anni. Cent’anni dopo Il barbiere di Siviglia di Rossini Berg iniziò il Wozzeck. Alban Berg compose la propria opera cent’anni dopo il Franco cacciatore di Weber. Quindi, il romanticismo del Franco cacciatore è contemporaneo al Barbiere di Siviglia classicista. Gli stili si tenevano per mano; anche verso la fine dell’Ottocento: quando il romanticismo passò la mano ai colori dell’impressionismo e dell’espressionismo. I sogni ci avvicinano all’ispirazione romantica. In essi si vive nell’immaginazione, immersi nel mondo dei suoni o in forti emozioni. I sogni sono il riflesso di passioni profonde, i sogni sono proiettati nel tempo futuro. Si sogna come in un film, come per immagini che provengono da un ricordo lontano. I sogni più particolari rivelano anche i colori, allo stesso modo una particolare sensibilità rivela il colore in musica. Spesso i colori delle nuvole sembrano rivelare l’intenzione di un grande artista (penso a Debussy). Debussy conosceva quest’emozione. Scoprì colori musicali che dipingevano nuvole, atmosfere festose, le sirene nel mare. Il suo suono, levitante, è una variante magistrale dell’orchestrazione; è come se l’orchestra entrasse nel mondo e scoprisse una nuova dimensione coloristica nell’insieme dell’arcobaleno sinfonico. Sto descrivendo dei sogni? Dei riflessi di avventure notturne? Perché molti compositori lavorano di notte? A causa del silenzio, a causa della calma delle ore notturne? A causa della forza che le ore notturne sprigionano? Chi lo sa? La musica è un gran mistero. Un traboccare dello spirito che risveglia la creatività. Il tempo nel quale viviamo ha un grande influsso su noi artisti. Il tempo aveva una forza particolare sull’ispirazione degli artisti riverberantesi nel romanticismo. La musica del Nord differisce dalla musica del Sud. Le notti nordiche sono più scure, il tempo creativo è più lungo, più puro. Sarà vero? L’apparenza è come il sonno, come un soggiogante frammento di racconto notturno. Post scriptum: scritto buttando giù dei ricordi, spontaneamente, di getto. Di questi tempi, quando si ha improvvisamente più tempo, quando la creatività si desta e si prende la parte più pura dello spirito, si ha più tempo per riflettere, per sognare più chiaramente, ravvivando le proprie passioni , un commento d’autore 26 marzo 2020 Sogni I sogni sono un mistero vissuto in dimensioni sconosciute. Anche la musica vi trova spazio. Nel mondo del sogno si ode un perpetuarsi di armonie, di melodie. Il compositore si mette semplicemente ad ordinarle, riuscendo talvolta a crearne di nuove. La vita è un susseguirsi di attimi che non torneranno mai più. Attimi di vita vissuta che non si ripetono, che non durano, che non possono fermarsi. Attimi che si succedono fissandosi nelle nostre menti e lasciano tracce che possono riproporsi. Se tali tracce non vi fossero, l’arte perderebbe la propria forza, forse non ce l’avrebbe mai avuta. E ciò vale soprattutto per la musica. Essa è ossessionata dal tempo. La variabile della durata accompagna ogni opera d’arte musicale. Lo scritto del compositore è una rinnovata scelta di tempo, testimone la realizzazione che lo ripropone. La durata consigliata è una nota approssimativa, come un’ipoteca che consiglia ma non impone. La musica ha bisogno del tempo per sopravvivere. Ha bisogno del tempo per potersi riproporre. Il punto di partenza è uno scritto che non può essere mai esaustivo, vi si ripropone costantemente un’altra possibilità – un’altra possibile, libera interpretazione. E come riviviamo la musica, quando essa s’insinua nell’inconscio? La musica è rivissuta in vari modi. Spesso la viviamo inconsciamente, ma – quando la ascoltiamo come sottofondo, come elemento scenico o addirittura ingannando all’ascolto noi stessi volutamente – non la ascoltiamo affatto. L’inganno ha spesso una connotazione commerciale. Un inganno simile passa quasi inosservato; non ce ne accorgiamo, ma esso è un atto di violenza. Se i »fruitori« non si accorgono di esso, ciò testimonia quanto ci si è abituati a questo costante, silenzioso genere di violenza, al quale non ci si può ribellare. La musica s’insinua nell’inconscio addirittura con una nostra silenziosa complicità, oppure con la complicità della nostra assuefazione, che permette alla musica di intrufolarsi senza ostacolo alcuno. La presenza di tale musica nel nostro inconscio non è innocua. Un incretinimento generale è il risultato più evidente. È una triste realtà, ma i fruitori, contaminati con questa cattiva musica, non se ne rendono conto. A ben pensarci, operare con l’inconscio dà i suoi frutti. Ha successo! Ma ha delle conseguenze che perdureranno. A lungo! Catturano le masse, ignare di tutto. L’ingenuità ha un’eredità fertile. I commercianti sono contenti. I fruitori anche. Gli unici a protestare sono gli operatori culturali. E si rifugiano nel notturno mondo dei sogni. Il sonno che anima le nostre notti è raramente accompagnato da suoni. Ognuno di noi sogna, nei sogni rivive gli avvenimenti delle proprie giornate, sviluppa la propria immaginazione. Anche gli animali sognano. Ma quest’ultimi rivivono solo le proprie giornate, l’uomo, invece, sviluppa,riveste gli avvenimenti di un valore nuovo, li nobilita. Trova l’inconscio e gli dà forma. Quando sogniamo, cerchiamo i dettagli e il loro valore. I sogni sono sempre soggettivi e identificativi. Ogni essere umano sogna in un proprio modo, in un modo particolare e originale. Quando sogno è come se guardassi un film muto. Sono stato in Cina e ho visto un mondo a me sconosciuto, ma, quando (dopo molti anni) sogno le vie delle città cinesi, esse sono diverse, esse sono delle vie che non ho percorso. Ho sognato delle vie popolate da gente cinese, ma l’architettura degli edifici in secondo piano ricordava città Pavel Mihelčič
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