Trieste Prima 2022

il programma 9 8 Corrado Rojac Uroš Rojko, il compositore sloveno più in vista attualmente, che ci presenterà Lo scorrere del tempo, un brano in prima esecuzione commissionato da Trieste Prima, di grande interesse nel panorama musicale contemporaneo. L’interpretazione sarà affidata ad un gruppo sloveno nato proprio per quest’occasione, l’EMARSintonija (e l’aver stimolato la nascita di un nuovo ensemble ci riempie di gioia); il gruppo sarà diretto dall’emergente direttore d’orchestra Simon Perčič. Il 10 dicembre entra in scena la musica di Marij Kogoj, figura di artista intellettuale che ben rappresenta la tematica di quest’anno, essendo nato a Trieste, cresciuto a Gorizia e, infine, approdato a Lubiana, dove lasciò un segno indelebile grazie a Le maschere nere, opera che rappresentò, nel panorama musicale sloveno dell’epoca, una vera e propria rivoluzione. Si tratta del compositore sloveno che seppe interpretare l’inquietudine del primo Novecento seguendo una propria linea, vivendo lo sfaldamento del tardoromanticismo europeo scrivendo una musica del tutto originale, profondamente sua, dal caratteristico tratto irrequieto. L’associazione Chromas ha pensato di dedicargli una Call for scores, a cura della Società Italiana Musica Contemporanea, sottolineando ulteriormente l’accostamento tra le diverse culture che la tematica della transfrontalierità suggeriva. Affidiamo – con grande curiosità – il frutto dell’indagine al concerto della vocalist Maria Bruno e del pianista Petro Jančuk, che si terrà alla Basilica di San Silvestro il 10 dicembre. I brani da cui i partecipanti alla call potranno trarre ispirazione sono alcuni Lieder di Marij Kogoj, composizioni su versi di poeti sloveni che il nostro compositore sentiva particolarmente vicini. Desideriamo qui ringraziare pubblicamente Miran Košuta, che ha tradotto in italiano le poesie degli autori sloveni scelti da Marij Kogoj per i testi dei propri Lieder. La conclusione del festival sarà affidata all’astro nascente della vocalità slovena, Barbara Jernejčič Fürst che, assieme alla pianista Gaiva Bandzinaitė, ci offrirà uno sguardo antologico sulla produzione vocale di Marij Kogoj. Il concerto si terrà nella Basilica di San Silvestro a Trieste il 18 dicembre. Gli ultimi tre concerti saranno replicati anch’essi. Il primo e l’ultimo dei tre si terranno in regione: all’Auditorium Comunale di Povoletto, vicino a Udine, e alla Sede dell’Associazione Sergio Gaggia a Cividale. L’associazione Chromas desidera tessere un legame sempre più stretto con le diverse realtà culturali regionali. Il concerto del 10 dicembre, invece, si replicherà in Slovenia, nella splendida cornice della Graščina di Radovljica. Una stagione dedicata alla transfrontalierità non poteva non apparire, non poteva non sconfinare, non poteva non “transfrontalierire” in ambito sloveno. Data la tematica della transfrontalierità, dunque, la Slovenia è protagonista sin dall’inizio del festival, grazie alla collaborazione con il Forum Nove Glasbe, manifestazione che, al di là del confine, sta proponendosi con crescente interesse di pubblico e critica. Il primo concerto, in programma il 19 novembre alla Basilica di San Silvestro, nasce da un’idea di Matej Šarc, oboista virtuoso e personalità di spicco nel panorama musicale sloveno. Accanto all’emergente talento della giovanissima Mlakar (classe 1999), verremo sicuramente colpiti dalla tagliente narratività di Georges Aperghis, una delle leggende del pensiero musicale contemporaneo degli ultimi anni, o dall’ecletticità degli Estremi di Jakob Jež, compositore sloveno scomparso da poco a cui si dedica un doveroso ricordo. La scelta di iniziare il festival alla Basilica di San Silvestro non è casuale: l’intimità della chiesa, nonché la sorprendente acustica, adatta a produzioni discografiche, creano la cornice ideale per un evento cameristico che esige la concentrazione d’ascolto perseguita dal nostro festival. Il secondo concerto è un tributo a Giampaolo Coral, il fondatore di Trieste Prima, che ricordiamo nel decennale della scomparsa, con la presentazione di un libro, dal titolo Giampaolo Coral. Dialogo con l’Ombra, a cura di Monika Verzár Coral. La raccolta di scritti è nata da una convergenza di personalità vicine a Coral che hanno voluto ricordare alcuni aspetti legati alla figura del Maestro; tra gli scritti emerge il contributo di Monika Verzár Coral. Il suo scritto poggia sulla documentazione che Giampaolo Coral ha raccolto con grande dovizia durante la sua vita (vedi la sezione Il rapporto con l’ambiente locale) e rivela particolari inediti sulla figura di questo compositore, tuttora da riscoprire. Alla riscoperta di Giampaolo Coral contiamo di contribuire, negli anni, continuando a far rivivere la sua musica grazie al festival da lui istituito. Accanto alla presentazione del libro, l’evento del 26 novembre consta anche della riscrittura per ensemble da camera dei Kosovel Lieder di Giampaolo Coral, commissionata ad un giovane compositore triestino, Davide Coppola, ed affidata all’interpretazione dell’ensemble Cassander, gruppo istituito da quest’ultimo. La scelta dei Kosovel Lieder non è casuale e rispecchia la vicinanza della cultura slovena che Giampaolo Coral sentiva profondamente. “Ascoltare l’altro”, diceva, in un suo commento al decennale dell’associazione Chromas, testimoniando la necessità del confronto, necessità a cui quest’anno dedichiamo l’intera stagione. L’evento sarà presentato alla Basilica di San Silvestro a Trieste il 26 novembre e riproposto due giorni dopo al Kulturni Dom di Gorizia, centro culturale sloveno che si è voluto includere nel festival quale location ideale per una letterale immersione nella tematica transfrontaliera di quest’anno. Ospite di entrambi i concerti anche la giovane pianista Biancamaria Targa, nell’esecuzione del Klavieralbum I di Giampaolo Coral, una delle opere emblematiche del compositore fondatore del nostro festival. Il concerto del 2 dicembre vede la collaborazione del Museo Revoltella, che si desidera ringraziare per la preziosa ospitalità, e presenta un avvenimento di grande interesse: vi si confrontano due compositori italiani e due compositori sloveni. La parte italiana è rappresentata da Fausto Romitelli (il compositore goriziano che tentò una particolare indagine sul suono, definito dal musicologo Alessandro Arbo “inaudito, frutto di poesia più che d’imitazione” 1 ) e Roberta Vacca (compositrice che ha trovato una propria inimitabile espressività, costante impellente quanto necessaria, nella sua produzione). La parte slovena è rappresentata invece da Nina Šenk (che trova in Movimento fluido un perfetto equilibrio tra suono e rumore, di squisita fattezza formale) e 1 Alessandro Arbo, Il corpo elettrico . Viaggio nel suono di Fausto Romitelli , Quaderni di Cultura Contemporanea n°4, dicembre 2003, ed. Teatro di Monfalcone 2003, pag.8.

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