TRIESTE PRIMA 2019

18 Davide Coppola (Trieste, 1992) è diplomato in pianoforte e in composizione presso il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste. Ha studiato direzione con Marco Angius. Attualmente è iscritto al Master in Composizione presso la Kunst-Universität di Graz (Austria). Ha seguito numerose masterclass internazionali di composizione, con Salvatore Sciarrino (Accademia Chigiana), Ivan Fedele, Chaia Czernowin, Stefano Gervasoni, Alessandro Solbiati, Fabio Nieder, Uroš Rojko. È compositore e arrangiatore, le sue opere sono state eseguite in Italia, Slovenia, Austria, Cile e Canada. È direttore artistico e fondatore del “Nova Tergeste Contemporary Ensemble”, attualmente l’unico complesso musicale dedito esclusivamente alla musica contemporanea a Trieste. È direttore musicale del “Trieste Musical Company”, la prima compagnia semi-professionale attiva a Trieste per cui ricopre il ruolo di preparatore musicale, arrangiatore, maestro concertatore e direttore d’orchestra. Svolge inoltre con passione l’attività di insegnamento e pedagogia musicale in importanti realtà triestine. Giampaolo Coral (1944-2011), diplomatosi in pianoforte al Conservatorio di Venezia, ha collaborato con il Teatro “Giuseppe Verdi” di Trieste e con i Teatri Stabili del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, ha insegnato al Conservatorio di Trieste ed è stato direttore artistico del concorso internazionale di composizione Premio Musicale Città di Trieste. Nel 1987 ha fondato l’associazione per la promozione della musica contemporanea Chromas e ha creato il festival Trieste Prima – Incontri Internazionali con la Musica Contemporanea. Il suo percorso compositivo, essenzialmente da autodidatta, è stato costellato da importanti affermazioni, quali i premi internazionali al Concorso Internazionale Premio Musicale Città di Trieste, il Prix de Composition Musicale Prince Pierre de Monaco, il Concours Européen de Composition de Leuven (Belgio), l’International Edvard Grieg Memorial Competition for Composers e molti altri. Tra le sue opere sinfoniche, ricordiamo il Requiem per Jan Palach e altri (1969) per orchestra, Tout à coup e comme par jeu (1983) per flauto e orchestra; Amras per violino ed orchestra (1992); nel repertorio lirico, Favola (1977), Mr. Hyde? (1980) e Demoni e fantasmi notturni della città di Perla (1997). Vasta la produzione di musica corale, di musiche di scena e nell’ambito della musica da camera; quest’ultima vive di una luce particolare soprattutto nelle opere vocali, ispirate da poesie di Goethe, Trakl, Hölderlin e altri. La sua musica è stata eseguita in numerosi festival internazionali da interpreti ed ensemble di chiara fama (Ensemble Intercontemporain, KlangforumWien, Wiener Collage, ecc.). Arnold Schönberg (1874-1951), uno dei compositori più importanti del Primo Novecento, deve una parte importante della propria formazione musicale a Zemlinsky; il suo primo quartetto è del 1897, ma le opere che ne rivelano l’originalità sono Verklärte Nacht (1899), per sestetto d’archi e, tra le altre, i Tre pezzi per pianoforte op. 11 (1909), brani che ben demarcano il percorso schönbergiano verso l’atonalità. Dopo un periodo in cui aveva lasciato la nativa Vienna per Berlino, nel 1903 aveva conosciuto Mahler; nel 1912 pubblicava, per il Blaue Reiter di Kandinskij, il saggio Il rapporto col testo , manifesto dell’espressionismo; era l’anno del Pierrot lunaire , “melodramma” per voce recitante e otto strumenti, nel quale realizzava le istanze esposte anche grazie all’allucinata recitazione dello Sprechgesang (canto parlato). La Suite op. 25 , per pianoforte, porta l’atonalità espressionista alla teorizzazione della dodecafonia, nuovo sistema compositivo. Alcuni importanti postulati, quali la Klangfarbenmelodie (relazioni timbriche di suoni), erano già apparsi nel famoso Manuale di armonia (1911). Nel 1933, all’avvento del nazismo, lascia l’Europa per gli Stati Uniti. I fatti che seguiranno lasciano un segno profondo nella sua musica, espresso ne Un sopravvissuto di Varsavia (1947). Tenta di esporre una sintesi del proprio pensiero in Moses und Aron , opera affrontata a più riprese, ma rimasta incompiuta.

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