TRIESTE PRIMA 2019

17 Nato a Mantova, a soli diciassette anni Paolo Ghidoni si diploma nel Conservatorio della sua città, sotto la guida di Ferruccio Sangiorgi. Molti sono i riconoscimenti conseguiti, tra cui il Primo Premio al Concorso Nazionale di Cesena (1982), il Primo Premio al Concorso Internazionale di Stresa nelle categorie di Duo e di Trio con pianoforte (1983), il Secondo Premio al Concorso Internazionale “Michelangelo Abbado” ed il Primo Premio al Concorso Internazionale “Vittorio Gui” di Firenze. Ha partecipato ai Corsi di Qualificazione Professionale per Orchestra presso la Scuola di Fiesole; si è perfezionato in Violino presso l’Accademia Chigiana con Franco Gulli, ottenendo più volte il Diploma di Merito, e in Musica da Camera con il Trio di Trieste, sia a Fiesole, sia a Siena. Per due anni ha inoltre studiato con Salvatore Accardo presso l’Accademia “Stauffer” di Cremona. Svolge un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero . E’ titolare della Cattedra di Musica da Camera del Conservatorio di Mantova. Suona un violino del liutaio L. Lanaro e un violino del liutaio G. Pedrazzini . Antonio Mostacci è nato a Senigallia nel 1964; si è diplomato con Sante Amadori al Conservatorio di Pesaro e si è perfezionato con Franco Rossi e Ivan Schiffoleau a Parigi. Ha iniziato l’attività concertistica all’età di sedici anni in trio con il padre Luigi Mostacci al pianoforte e il clarinettista Italo Capicchioni (Trio Cameristico Italiano) suonando in tutte le più importanti città europee. Ha vinto il primo premio ai Concorsi di Vittorio Veneto, Catanzaro, Stresa, Moncalieri ed è stato premiato in Concorsi Internazionali quali il “Maria Canals” di Barcellona e il “Viotti” di Vercelli. Ha inoltre suonato come solista con l’Orchestra da Camera Fiorentina ed abitualmente con l’Orchestra da Camera di Bologna di cui é Primo Violoncello. Ha fatto parte del quartetto costituito dal violinista Nigel Kennedy in occasione del Chechester Music Festival (Regno Unito). È inoltre membro del Quartetto Arianna, che ha debuttato nel 1994 a New York al teatro Off-Broadway La MaMa E.T.C. Recentemente è uscito il suo CD con musiche di Boccherini e Viotti per due violoncelli. Collabora come Primo Violoncello con l’orchestra del Teatro “Massimo Bellini” di Catania e con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana. Leonardo Zunica , formatosi presso la scuola di Renzo Bonizzato e perfezionatosi con i maestri K. Bogino e L. Naumov presso il Conservatorio di Mosca, ha intrapreso una attività concertistica che lo ha visto esibirsi come solista e in formazioni da camera in importanti sale e stagioni concertistiche in Italia, Svizzera, Ucraina, Finlandia, Francia, Spagna, Grecia, Scozia e Russia. Ha collaborato con artisti e formazioni di chiara fama, quali Volodimir Sirenko e l’Orchestra Nazionale Ucraina, Jukka Isaakkila e l’Orchestra dell’Arena di Verona, il Quartetto di Fiesole, il Quartetto Amati, il Quartetto dell’Arena di Verona, l’Icarus Ensemble, il Dedalo Ensemble, Mauro Negri, Gabriele Mirabassi, David Cohen, Federico Mondelci, I Virtuosi Italiani, Paolo Ghidoni, Iaia Forte, Antonello Farulli, Maria Ala-Hannula e con musicologi come Quirino Principe e Sandro Cappelletto. Apprezzato come docente, svolge la propria attività presso il Liceo Musicale di Mantova e l’Accademia Pianistica di Mantova. Recentemente si è esibito con grandissimo successo presso il Teatro Coccia di Novara, in un progetto curato con Ivano Fossati e l’Orchestra Sinfonica Mantovana sulla vita e la musica di G. Gershwin. Dal 2015 fa parte del Trio di Mantova. Arvo Pärt (1935), compositore estone, esordì con un linguaggio musicale che utilizzava tecniche quali la dodecafonia e il collage. Pro et contra , il concerto per violoncello (1967) che gli fu commissionato da Mstislav Rostropovič, è ispirato da simili atteggiamenti compositivi. Dopo un lungo silenzio, nel 1976, con Cantus in memoriam Benjamin Britten , si ripresenta all’attenzione delle platee rivelando una ben diversa dimensione musicale, per la quale fu coniato il termine di “minimalismo sacro”. Il nuovo atteggiamento compositivo si contraddistingue soprattutto per la ricerca di semplicità nell’espressione, da cui la caratteristica trasparenza emotiva delle sue opere. Essa poggia sull’illuminazione da cui Pärt distillò la cosiddetta “tintinnabulazione”, istanza compositiva costruita interamente su triadi e scale tonali. Osteggiato dal regime sovietico, nel 1980 si rifugiò a Vienna. Venne dapprima ospitato ed aiutato da alcuni suoi grandi estimatori, fra i quali alcuni componenti della Universal Edition Wien e il direttore della ECM Manfred Eicher, e poi stipendiato in qualità di compositore da diverse istituzioni ed enti musicali. Collaborò quindi con grandi strumentisti, quali il violinista Gidon Kremer (per il quale creò la versione per violino e pianoforte di Fratres nel 1980) o il gruppo vocale Hilliard Ensemble. Nel 2000 riceve il Premio Herder. Nel 2011 è insignito del Dottorato Honoris Causa in Musica Sacra dal Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma.

RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ4NzI=