TRIESTE PRIMA 2019

14 Il Quartetto di Fiesole nasce nel 1988 e cresce sotto la guida di Piero Farulli. Studia anche con A. Nannoni e si perfeziona nel repertorio slavo con M. Škampa del “Quartetto Smetana”, seguendo gli “Amadeus Summer Courses” presso la Royal Academy di Londra; frequenta la masterclass con S. Harada del “Quartetto di Tokio” e V. Berlinsky del “Quartetto Borodin”. Nel 1990 vince all’unanimità il 1° premio al Concorso Internazionale di Cremona e nel 1996 vince il 1° premio al Concorso Gui di Firenze. Il Quartetto trasmette il messaggio della più luminosa tradizione cameristica italiana nelle maggiori sale da concerto e festival di tutto il mondo, fra cui l’Accademia Nazionale di S.Cecilia di Roma, gli Amici della Musica di Firenze, l’Unione Musicale di Torino, Festival Newport e Tanglewood (USA), ottenendo sempre un grande successo di pubblico e critica. Si avvale delle collaborazioni di M. Tipo, P. Farulli, A. Lucchesini, P. De Maria, R. Fabbriciani, K. Bogino, A. Meunier e molti altri. Si esibisce nella stagione dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia a Roma presentando il Quartetto 1958 di G.Petrassi, in occasione del suo 90° compleanno, ottenendo il suo lusinghiero apprezzamento. Registra per le reti radiotelevisive italiane ed europee. Incide numerosi CD per Frame , per Musikstrasse , nonché per la rivista Suonare News . Quest’anno il Quartetto di Fiesole festeggia il suo trentennale. Andrea Rucli , pianista, si è diplomato al Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze sotto la guida di Alessandro Specchi. Vincitore in numerose competizioni pianistiche, suona da più di venticinque anni sia come solista che in svariate formazioni cameristiche. E’ stato dapprima allievo, poi partner in duo pianistico e assistente per più di dieci anni del pianista russo Konstantin Bogino, mentre ora continua da diversi anni un sodalizio di arte e amicizia con il violista e compositore Vladimir Mendelssohn. Ha partecipato a importanti festival di musica da camera, tra cui quelli di Portogruaro, della Settimana Musicale al Teatro Olimpico di Vicenza, di Kuhmo in Finlandia, della Società della Musica da Camera al Teatro dell’Ermitage di San Pietroburgo, del Sound Jerusalem in Israele, del Festival Pontino, del Cantiere di Montepulciano. Ha inciso brani cameristici di Ernest Chausson con i Cameristi di Verona, opere di Antonín Dvořák a quattro mani assieme a Konstantin Bogino, le due sonate di Robert Schumann e le romanze di Clara Wieck assieme al violinista Lucio Degani. Ha registrato opere per pianoforte solo e di musica da camera della compositrice russa Ella Adaiewsky. Nel gennaio 2010 e nel febbraio 2012 si è esibito per i “Concerti del Quirinale” in diretta radiofonica su RadioTre (RAI). Attualmente insegna al Conservatorio “G. Tartini” di Trieste. Anton Webern (1833-1945) fu uno dei primi allievi di Arnold Schönberg; nel 1925 adottò la dodecafonia teorizzata dal maestro, tecnica compositiva della quale – anche per gli sviluppi tecnici che ebbero le sue idee in seguito – si sarebbe rivelato esponente originalissimo. Laureatosi a Vienna in musicologia nel 1906 con una tesi su Heinrich Isaac, rimase infatti influenzato dalla musica fiamminga, della quale integrò alcuni aspetti nella propria produzione compositiva. Il Langsamer Satz fu composto l’anno precedente la laurea, prima degli studi con Schönberg, e ci rivela un Webern ancora post-brahmsiano, ma già orientato verso suggestioni che rivelano un mondo in fermento, dalle imminenti novità. Novità che si sarebbero presto espresse in quel “senso di rinuncia” tipicamente weberniano, in cui si esprimeva “una felicità in un unico sospiro”, come ebbe a dire lo stesso Schönberg. Un esempio dell’estetica “abissale” che stava per manifestarsi in Webern sono i Tre piccoli pezzi op. 11 per violoncello e pianoforte (1914). L’estrema concentrazione espressiva impera poi nei magistrali Trio op. 20 per archi (1927) e Sinfonia op. 21 per orchestra (1928). Dal 1927 Webern fu direttore della radio di Vienna, ma nel 1934 fu costretto a ritirarsi a causa dell’accusa, da parte del regime nazista, di essere un “artista degenerato”. Nel 1945 è ucciso, per un tragico errore, da un soldato americano. Tra le sue composizioni vanno ricordate ancora le Variazioni op. 30 per orchestra (1940), brano in cui Webern raggiunge l’ideale della forma assoluta, “geometrica”, al pari delle opere pittoriche di Kandinskij o Mondrian. Gabrio Taglietti (1955), nato a Cremona, ha studiato composizione presso il Conservatorio di Milano con Davide Anzaghi e Giacomo Manzoni, diplomandosi altresì in pianoforte sotto la guida di Mariagrazia Bertocchi. Le sue opere (per solisti, gruppi da camera e orchestra) sono state eseguite in numerosi festival e stagioni concertistiche in Italia e all’estero, tra l’altro a Parigi, Praga, Helsinki, Tokyo, Miami, ricevendo premi e segnalazioni in vari concorsi (Guido d’Arezzo, 1987, Evangelisti, 1989, e altri). Nel 2001 Ricordi ha pubblicato un cd con un’antologia della sua musica da camera ( Marmi, Musica da camera 1985-1998 ); nel 2008 Stradivarius ha pubblicato un cd con

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