TRIESTE PRIMA 2018
14 15 Barbara Jernejčič Fürst si è diplomata in direzione di coro all’Università della Musica di Graz con Karl-Ernst Hoffman, perfezionandosi poi con illustri musicisti, tra cui M. Lipovšek, D. Fischer-Dieskau e Ch. Rousset. Dopo gli studi intraprende numerose collaborazioni di prestigio, ad esempio con il Gent Opera Studio, o con il Ravinia Festival di Chicago. È vincitrice della borsa di studio »Steans Institute for Young Artists«. Si è esibita per importanti istituzioni musicali, tra cui il Theater im Palais di Graz, alla Vlaamse Opera di Gent e Anversa, il Theater an der Wien e l’Opera di Ljubljana e Maribor, nell’ambito di importanti festival, quali il Musikverein Frühlingsfestival, il Steirische Herbst, i Bregenzer Festspiele e il Festival Ljubljana. Collabora con numerose orchestre ed ensembles (Slovenska Filharmonija, La Petite Bande). Ha al suo attivo numerosi cd con prime esecuzioni di compositori austriaci e sloveni; nel 2005 esce il suo primo cd monografico sulla musica vocale da camera di Marij Kogoj, inciso con l’emergente pianista lituana Gaive Bandzinaite. Larisa Vrhunc (1967), diplomatasi all’Accademia di Musica di Ljubljana nel 1993 sotto la guida di Marijan Gabrijelčič, si è perfezionata a Ginevra con Jean Balissat (1996) e a Lione, diplomandosi con Gilbert Amy presso il Conservatoire National Supérior de Musique de Lyon nel 1999. Ha frequentato diversi corsi con importanti compositori, tra i quali S. Gubajdulina, B. Ferneyhough, M. Jarrell e K. Huber. Ha lavorato al Conservatorio di Musica di Ljubljana, città ove attualmente insegna alla Facoltà di Musicologia. La sua attività compositiva le è valsa l’assegnazione di importanti riconoscimenti, tra il quali il Premio della Fondazione Royaumont (Amiens, 1995) e il premio al 13° Seminario Internazionale di Composizione di Boswil (1999). Ha vinto inoltre diverse borse di studio, tra le quali la Nouvel Ensemble Moderne dell’Accademia Domaine Forget (Canada, 2002). Nel cd “Al confine del silenzio”, dedicato alla sua produzione cameristica, descrive il proprio comporre come “una ricerca in cui, escluso il rumore del mondo esterno, trovare, nel profondo di me stessa, i suoni più minuti, i pensieri più sottili.” Riflettendo su due pagine di diario , una delle composizioni presenti sul cd, rivela una preziosa ricerca di colore, ma anche una profonda ricerca formale in cui sintetizzarne i contenuti. Mauricio Kagel (1931-2008), compositore argentino, nato a Buenos Aires da famiglia ebraica di origini tedesche, studia nella sua città natale (privatamente anche con A. Ginastera). Nel 1954 fonda l’orchestra del Teatro Colon di Buenos Aires, dove, l’anno seguente, diventa maestro di coro. Nel 1957 si trasferisce a Colonia, in Germania, dove, nel 1960, fonda il “Kölner Ensemble für Neue Musik”. Insegna ai Ferienkurse für Neue Musik di Darmstadt dal 1960 al 1964. Dal 1974 al 1979 è docente al Neues Musiktheater della Kölner Musikhochschule. Fantasia, umorismo e originalità sono le caratteristiche principali delle sue opere. Kagel è considerato uno dei principali autori del teatro musicale contemporaneo. Molte delle sue composizioni, infatti, contengono specifiche istruzioni teatrali per l’esecutore e, spesso, tra gli strumenti musicali appaiono degli oggetti non convenzionali. È il caso dei vasi da notte nel brano Staatstheater (1971), Balletto per non danzatori , probabilmente il pezzo emblematico di questo suo modo di scrivere musica. Nel corso della sua carriera artistica ha diretto egli stesso molte sue opere, sia come regista che come produttore dei suoi film e dei suoi programmi radiofonici. Oggi è spesso avvicinato al teatro dell’assurdo. Fra i suoi allievi si citi Carola Bauckholt. Urška Pompe (1969), compositrice slovena, dopo il diploma in composizione con Dane Škerl all’Accademia di Ljubljana (1991), si perfeziona a Budapest con E. Petrovics e a Salisburgo con S. Gubajdulina (1993), con B. Ferneyhough a Royaumont (1994), con R. Moser a Basilea (1995-97) e al Centre Achantes con H. Lachenmann (1999), anno in cui le è assegnata la borsa di studio della British Music Society. Attualmente insegna all’Accademia di Musica di Ljubljana. Nel 2007, per la ricca attività compositiva, le è assegnato il Premio Prešeren. Sue composizioni sono state eseguite in importanti festival, tra cui il Freiburger Klang-Sequenzen di Friburgo (Germania) o il Carinthischer Sommer di Ossiach (Austria). Tra le sue opere si ricordi Solo per violoncello (1996), Caritatis per coro misto (1997) e Near per due sassofoni e orchestra (2006). Un interessante studio sulla musica di Urška Pompe rivela quanto la compositrice sia vicina al mondo della musica elettronica, malgrado non prediliga questo genere; la sua ricerca sembra infatti rivelare aspetti di “strumentazione” vicini alle sperimentazioni sonore computazionali. Brina Jež Brezavšček (1957), compositrice slovena, si è diplomata all’Accademia di Musica di Ljubljana con Uroš Krek nel 1981, perfezionandosi poi a Darmstadt (1984), Belgrado (1985) e Graz (1988). Dal 1988 insegna all’Accademia di Musica di Ljubljana. Tra le sue opere si ricordi Sonsong , variazioni per orchestra (1993-98) e Wassermann , cantata per coro misto e percussioni (1998). Ha scritto anche diverse composizioni per l’infanzia. Nel 2005 esce per Ars Slovenica il cd Una dimensione nuova , dedicato alla sua musica da camera, che annovera tra gli interpreti l’illustre violoncellista Rohan de Saram. Brina Jež Brezavšček è anche attiva nelle vesti di pianista; si esibisce spesso in duo con il marito, il violinista Branko Brezavšček. La sua musica è caratterizzata dalla multidirezionalità della sua ricerca, data dall’ampiezza dei suoi interessi; la sottigliezza dell’espressività è spesso in primo piano, sebbene si intraveda, in molti suoi lavori, una sotterranea esplorazione rivolta alla struttura del suono. In Chain , per quartetto d’archi (1991), come afferma la stessa autrice, desidera unire diversi atteggiamenti compositivi in un’unità che prediliga il fluire di parti con diversi gradi di tensione. Ultimamente i testi musicati rivelano l’interesse verso l’integrità e la spiritualità dell’essere umano. Vinko Globokar (1934), nato ad Anderny, in Francia, di origini slovene, si diploma in trombone presso il Conservatorio Nazionale di Parigi. Studia composizione e direzione d’orchestra con René Leibowitz, perfezionandosi con Luciano Berio. L’intensa attività concertistica nelle vesti di trombonista lo vede protagonista di numerose prime esecuzioni di importanti compositori del Ventesimo secolo, tra i quali Karlheinz Stockhausen, Luciano Berio, Mauricio Kagel e René Leibowitz. L’attività di direttore d’orchestra lo impegna in collaborazioni con orchestre di prestigio, tra le quali l’Orchestra Sinfonica della WDR, l’Orchestra Sinfonica di Varsavia e l’Orchestra della Radio Francese. Dal 1967 al 1976 insegna alla Musikhochschule di Colonia; dal 1973 al 1979 è a capo del Dipartimento di Ricerca Acustica dell’IRCAM a Parigi; tra il 1983 e il 1999 è a Firenze, dove tiene dei corsi sulla Nuova Musica presso la Scuola di Musica di Fiesole. Nel 2002 è insignito del Premio Prešeren. La sua musica è caratterizzata da una personale spontaneità ed energia, correlata all’uso dell’improvvisazione e di tecniche strumentali innovative. Barbara Jernejčič Fürst
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