TRIESTE PRIMA 2017

il programma Trieste Prima raggiunge quest’anno la trentunesima edizione. È un traguardo notevole, che vede il festival ampliarsi di anno in anno. Va letto in quest’ottica il preludio primaverile del festival, svoltosi nel maggio scorso, appuntamento oramai consolidatosi presso il nostro pubblico. Particolarmente apprezzato l’evento pianistico dedicato ai giovani interpreti organizzato assieme alla stagione “Rondò”, fiore all’occhiello del gruppo milanese Divertimento Ensemble. Si ricordi inoltre la collaborazione con l’associazione partner Chamber Music che in occasione del 18° Concorso Internazionale “Premio Trio di Trieste” di esecuzione, svoltosi in settembre di quest’anno, ha avuto come pezzo d’obbligo il trio Musica discreta di Simone Corti, vincitore del 17° Concorso Internazionale “Premio Trio di Trieste – Coral Award”. Collaborazione che ha salutato la terza edizione del Premio dedicato alla memoria di Giampaolo Coral. Nuova è invece la collaborazione con la Società dei Concerti per il ciclo “Il Nuovo”, i tre concerti dedicati alla musica contemporanea organizzati dalla Società, che il festival Trieste Prima promuove all’interno del proprio pubblico di associati con vivo interesse. Si è chiesto ad un nome illustre, Paolo Petazzi, di introdurci alla tematica del festival di quest’anno, musica e vocalità . Tema amplissimo, che Trieste Prima affronta presentando le poetiche di numerosi compositori. I “comportamenti vocali nuovi” a cui accenna Petazzi vanno ricercati già nei grandi del Novecento, quali Dallapiccola e Petrassi, in programma il 6 novembre nell’interpretazione di Ku Hsiao Pei e Muriel Grifò. Una lontana eco ottocentesca è forse ancora presente, se prestiamo attenzione all’inflessione espressiva sul famoso “resto sola” nella prima delle Due liriche di Saffo di Petrassi; eco subito abbandonata per inseguire suggestioni nuove, di “più essenziale asciuttezza” (M. Mila). In Sequenza III di Luciano Berio, solo qualche decennio fa definito quale “compositore contemporaneo” e oggi considerato già un “classico” del Secondo Novecento, il percorso della ricerca sulla vocalità approda ad un piano completamente diverso: la vocalità del quotidiano , come suggerisce Petazzi. Sequenza III sarà proposta nella stessa serata, evento che rappresenta un vero e proprio excursus storico della vocalità italiana dal Novecento ai nostri giorni, preceduto da una prolusione dello stesso Petazzi. Accanto ai compositori storici, se si volesse toccare gli estremi della proposta del festival, Trieste Prima 2017 si sofferma anche sui giovani più in vista del panorama musicale contemporaneo, ad esempio su Vittorio Montalti. In apertura del festival il 27 ottobre si presenterà, infatti, una prima esecuzione di Tuttattorno nulla , brano che propone “una riflessione sullo spazio che separa il silenzio dalla parola”, come afferma il compositore stesso. Il tema del “passaggio” è ricorrente, nelle poetiche compositive dei nostri giorni: il pensiero va allo scritto di Hans-Peter Jahn sulla vocalità di Wolfgang Rihm, apparso nella raccolta Ausdruck . Zugriff . Differenzen , dove si afferma che l’effetto “dal niente”, così frequente in molte partiture contemporanee, rappresenta oggi addirittura una qualità del suono. Ad interpretare la nuova musica di Montalti i solisti di un gruppo d’eccezione, i Neue Vocalsolisten di Stoccarda, affiancati da un musicista mus i ca e vocal i tà , ovvero… 6

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