TRIESTE PRIMA 2019

31 Relja Lukić , diplomatosi presso il Conservatorio “S. Mokranjac” di Belgrado, si trasferisce in Italia grazie ad una borsa di studio ottenuta per meriti artistici dal Governo della Repubblica di Serbia per proseguire gli studi presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano con R. Filippini. Vincitore del Concorso Internazionale di Violoncello di Murcia, è stato premiato ai concorsi internazionali di Violoncello “M. Casals” di Barcelona, “M. D. Jost” di Lausanne, “G. B. Viotti” di Vercelli e “R. Caruana” di Milano. Membro del Divertimento Ensemble con il quale effettua numerose tournées in Francia, Spagna, USA, Grecia, Messico e Giappone, si è esibito come solista con le Orchestre della RTV di Belgrado, RAI, Angelicum, Guido Cantelli di Milano. È Primo Violoncello dell’Orchestra Teatro Regio di Torino. Suona un Gianfrancesco Celoniato del 1732 della Fondazione Pro Canale. Emanuela Piemonti è stata per venticinque anni la pianista del Trio Matisse (il trio ha studiato anche con il Trio di Trieste) con il quale, dopo aver vinto il Premio Vittorio Gui, ha sostenuto circa cinquecento concerti nelle più importanti stagioni e sale italiane e ha effettuato tournées in Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Israele, Australia, Cina. Ha registrato per la RAI l’integrale dei Trii di Beethoven, inciso per le etichette Aura, Limenmusic, Stradivarius ed EMAVinci classica. In prima assoluta ha eseguito composizioni dedicate al Trio da Mauricio Kagel, Luis de Pablo, Luca Francesconi ed Alessandro Solbiati. Ha collaborato inoltre con interpreti di fama internazionale quali Hermann Baumann, Franco Maggio Ormezowski, John Mackeney, Enrico Dindo, Mario Hossen, Michèle Scharapan. Nel 2013 incide per la casa discografica Naxos i due Tripli di Alfredo Casella e Giorgio Federico Ghedini, disco che vince il premio “Choc de Classica” per la rivista francese Classica Magazine. E’ titolare della cattedra di Musica da Camera presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Insegna ai corsi estivi della Orpheus Academy di Vienna. Ludwig van Beethoven (1770-1827), uno dei compositori più importanti della storia della musica, studiò dapprima a Bonn, sua città natale, con C. G. Neefe, che lo iniziò anche alla letteratura e filosofia. Nel 1792 Beethoven è a Vienna, deciso a conquistare la capitale asburgica come pianista virtuoso, ma anche come compositore (continuò gli studi con Haydn, Salieri e Albrechtsberger). Il giovane Ludwig si fa notare ben presto, dapprima con le sonate per pianoforte (saranno, in tutto, trentadue), ma anche con i quartetti per archi (ben sedici), i concerti per pianoforte e, infine, tra le numerose opere prodotte nel periodo 1795-1815, con l’opera Fidelio (1805-1814), rimaneggiata più volte. Sono lavori che costituiscono un punto di riferimento per il successivo sviluppo della musica europea. Gli ideali tardoilluministici di cui era imbevuto cozzavano con i tempi della nuova borghesia commerciale, da cui le tensioni insanabili che costellano sia la poetica artistica quanto la biografia del grande maestro tedesco. La simmetria del classicismo, infatti, viene turbata, nell’opera di Beethoven, da forti elementi di contrasto. Tuttavia, il linguaggio beethoveniano è sempre controllato dalla razionalità, svolto attorno a principi dei quali il musicista si sentiva portatore. Ciononostante, le ultime opere infrangono definitivamente le forme attorno a cui aveva sviluppato la propria caratteristica dialettica; le ultime sonate per pianoforte, ma anche le due sonate in programma stasera ne sono un chiaro esempio, immerse in profondità di ampiezza metafisica. Dal punto di vista tecnico, è la variazione tematica che domina l’ultimo comporre beethoveniano, e sarà la lezione da cui prenderà vita non solo la messe brahmsiana, ma anche la concettualità della Seconda Scuola di Vienna. Corrado Rojac (1968), nato a Trieste, inizia a comporre con Giampaolo Coral; si è diplomato al Conservatorio di Milano con Alessandro Solbiati nel 2005, anno in cui è stipendiato per una masterclass su Tristan Murail all’Accademia di Francia in Roma. Si perfeziona con Azio Corghi e Luca Francesconi. Numerose le esecuzioni e radiodiffusioni di sue musiche (Aspekte Salzburg, The New Music Week Bucarest, Trieste Prima, Nuova Consonanza, World Music Days Ljubljana). È diplomato anche in Fisarmonica, Pianoforte e Violoncello. Fisarmonicista premiato in vari concorsi internazionali, ha suonato per istituzioni prestigiose (Conservatorio per la Musica Contemporanea di Pechino, 2003; Harvard University, Boston, 2010). Su invito del M° Azio Corghi, nel 2003 è fisarmonicista in residence per il Laboratorio di Musica Contemporanea all’Accademia Chigiana (Siena). Incide per Real Sound (Udine) e Limen (Milano); splendide recensioni di numerosi critici (Angelo Foletto…). Laureatosi in Storia della Musica presso l’Università di Trieste con una tesi sul Metodo per Armonica a Mantice di Giuseppe Greggiati pubblicata nel 2012 da Ars Spoletium, inizia la fisarmonica alla filologia; il volume è recensito con elogio da Quirino Principe.

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